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La Fondazione Carife rinvia le decisioni al 2017

La Fondazione Carife rinvia le decisioni al 2017

Confermati i settori di intervento, ma con appena 40mila euro a disposizione è impossibile attuare la mission. Per un’iniezione di liquidità si spera nel Tar

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La Fondazione Carife conferma i buoni propositi e gli ambiti di intervento della sua mission istituzionale, ma è costretta a fare i conti con l’esangue disponibilità di cassa e di fatto è costretta ad alzare le mani in segno di resa.

Il comunicato diramato al termine dell’assemblea dei soci che si è tenuta ieri pomeriggio al quinto piano di via Monsignor Maverna 4, nella sua aridità racconta il divario tra la buona volontà di esserci e la pratica impossibilità di spendersi a favore della comunità. Per il triennio 2017-2019 vengono ribaditi i settori di intervento (Arte, attività e beni culturali; Ricerca scientifica e tecnologica; Salute pubblica, medicina preventiva e riabilitativa; Volontariato, filantropia e beneficenza; Educazione, istruzione e formazione), ma l’azione viene ridotta ai minimi termini: «La scelta dei settori di intervento, alla luce della attuale situazione economica e finanziaria della Fondazione, è da intendersi riferita, quantomeno in una prima fase, a quella serie di attività che verranno promosse all'interno di "Spazio Crema" e per interventi erogativi di dimensioni contenute». Del resto se per «il conseguimento degli scopi istituzionali potranno essere utilizzati» solo 40 mila euro, c’è poco da pianificare.

La Fondazione rinvia ogni eventuale progettualità al 2017, nella speranza che fra pochi mesi arrivi un po’ di liquidità. Le possibilità sono due: una è legata sentenza del Tar del Lazio. Se la Fondazione dovesse vincere il ricorso contro il decreto Salvabanche il nastro del tempo non tornerenbbe a prima del 22 novembre 2015, ma una sentenza favorevole spianerebbe la strada a un ricorso per risarcire il principale azionista di Carife del gravissimo danno provocato dall’azzeramento del valore delle azioni.

La seconda possibilità è legata a eventuali alleanze con altre Fondazioni bancarie; in questo caso non arriverebbe liquidità, ma almeno un po’ di stabilità. Dell’incerto domani si occuperà il Consiglio di Amministrazione presieduto da Riccardo Maiarelli con l'apporto della commissione interna per le attività istituzionali.

Sempre ieri l’'Organo di Indirizzo ha preso atto della propria nuova composizione dopo aver verificato i requisiti dei nuovi eletti, Entrano pertanto a far parte dell'Organo di Indirizzo: Monsignor Danillo Bisarello per la Curia Arcivescovile, Paolo Cirelli per la Confartigianato, Edgardo Contato e Fabio Giuliani per il Comune di Ferrara, Marco Rodolfo Di Tommaso per l'Università degli Studi di Ferrara, Fabio Muzi per la Provincia di Ferrara, Michele Pastore per le Associazioni Culturali, Massimo Zanirato per i sindacati Cgil, Cisl e Uil.

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