«Missione compiuta» La piroga è entrata nelle sale del Museo
Comacchio, il sindaco Fabbri si lascia andare su Facebook e lancia la frecciata: «Chi punta ai fatti fa poche parole»
COMACCHIO. «Chi far di fatti vuole, suol far poche parole. Comacchio, continuano nell'ex ospedale degli Infermi, i lavori di allestimento del Museo del Delta Antico che aprirà tra pochi mesi. Missione piroga compiuta». Ricorrendo ad un motto popolare, il sindaco Marco Fabbri ieri mattina ha annunciato direttamente dal proprio profilo Facebook l’atteso arrivo della piroga restaurata che, grazie ad una speciale autogru è stata calata dal cortile dell'ex-ospedale settecentesco degli Infermi, al primo piano di quello che è destinato a diventare il Museo Delta Antico. L'imbarcazione lignea, risalente al IV sec d.C, per anni custodita nella sala degli Aceti della Manifattura dei Marinati era stata sottoposta a restauro nel mese di maggio scorso, a cura dello studio Strati snc di Ilaria Perticucci e Marianna Cappellina di Milano. Trattandosi di legno vivo, ora la piroga andrà incontro ad un periodo di assestamento della durata di circa due mesi. Sarà mantenuta pertanto una temperatura adeguata (intorno ai 18 gradi) per consentire all'imbarcazione antica la conservazione ottimale. Molti i curiosi che ieri mattina hanno assistito alle delicate operazioni di trasporto della piroga da Via Buonafede, all'interno di un'area notoriamente attraversata da uno dei canali del centro storico. Tutto fortunatamente si è svolto al meglio, grazie all'intervento della ditta Crown di Milano, specializzata nel trasporto di opere d'arte. Il restauro a cui la piroga è stata sottoposta è consistito in pulitura, rimozione dei depositi con pennelli ed aspiratori e bastoncini, nonchè in detersione con acqua demineralizzata ed alcol etilico con spugne e spazzoloni. Si è poi proceduto al consolidamento con il fissaggio di porzioni staccate. C'è attesa anche per l'arrivo dei 1500 reperti etruschi della città di Spina, rimasti per oltre mezzo secolo custoditi nei magazzino del Museo archeologico nazionale di Ferrara, ora restaurati e pronti a tornare nella loro culla. Da ieri, infine, è chiusa la sede del museo del carico della Nave Romana, per far sì che anche i suoi 700 reperti possano essere trasferiti nella nuova realtà museale.
Katia Romagnoli
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