«Vaccinatevi, sarà aggressivo il virus dell’influenza»
E' iniziata ufficialmente ieri la campagna di vaccinazione antinfluenzale dell'Asl. Sottoporsi alla puntura è un rimedio contro il virus che circolerà durante l'inverno: gli esperti lo prevedono...
E' iniziata ufficialmente ieri la campagna di vaccinazione antinfluenzale dell'Asl. Sottoporsi alla puntura è un rimedio contro il virus che circolerà durante l'inverno: gli esperti lo prevedono piuttosto "cattivello". "Ci aspettiamo un virus particolarmente aggressivo, capace di una circolazione più vasta dell'anno passato", dice il direttore del dipartimento di Sanità pubblica Giuseppe Cosenza. L'invito è quindi quello di vaccinarsi, anche perché essere colpiti da qualcosa di apparentemente trascurabile, se si hanno già problemi di salute, può portare al peggio: dal rischio di complicanze, cui seguono ricoveri e in casi estremi la morte. Ecco quindi che il trattamento è gratuito e particolarmente raccomandato per una serie di gruppi sociali: persone oltre i 65 anni; adulti e bambini affetti da specifiche malattie croniche; familiari e contatti di soggetti ad alto rischio; e ancora donne al II e III trimestre di gravidanza, lungodegenti, operatori sanitari, donatori di sangue, forze dell'ordine, addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo, personale a frequente contatto con animali. Ci si può infatti vaccinare negli ambulatori dei medici di base (lo fa circa il 95% degli interessati), ma anche negli ambulatori del servizio pubblico, aperti eccezionalmente anche di sabato, e nelle Case della salute sul territorio. Un problema è il drastico calo della copertura degli over 65: dai picchi del 2009/10 (75,9%) si è passati al 54,9% del 2015/16. Poi appena il 26% del personale sanitario, che dovrebbe dare il buon esempio, fa la puntura. E se è vero che "in provincia abbiamo medie più elevate del resto della Regione, grazie anche alla collaborazione dei medici di famiglia" come dice il direttore sanitario Asl Maurizio Marabini, restano le difficoltà a convincere i più restii. "La campagna contro le vaccinazioni si fa sentire - spiega Claudio Vagnini, direttore generale Asl -. Disinformazione che è un capitolo triste: non ci sono prove scientifiche che il vaccino possa causare danni gravi". L'allarme di un paio d'anni fa è stato smentito, ricorda Marisa Cova, responsabile prevenzione e controllo malattie trasmissibili: "La nostra azienda sanitaria partecipa a uno studio relativo all'osservazione degli effetti collaterali: l'anno passato si è notata solo una piccola percentuale di fenomeni, tutti comunque locali e superati nell'arco di una settimana, senza alcuna necessità di ospedalizzazione".
Fabio Terminali
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