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la lettera del sindaco

Attenti ai quei carichi

Risale a marzo il termine dei lavori di sistemazione urgente di un giunto sul ponte del fiume Po della statale 16 “Adriatica”, eseguiti a cura dell'Anas Compartimento della Viabilità per l’Emilia...

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Risale a marzo il termine dei lavori di sistemazione urgente di un giunto sul ponte del fiume Po della statale 16 “Adriatica”, eseguiti a cura dell'Anas Compartimento della Viabilità per l’Emilia Romagna. Nel corso dell'intervento, durato nel complesso una dozzina di giorni, è stato attuato un provvedimento di circolazione a senso unico alternato, regolato da impianti semaforici. Nonostante molti utenti stradali abbiano utilizzato tragitti alternativi (soprattutto il tracciato autostradale sulla 13 Bologna-Padova), i lavori hanno causato lunghi incolonnamenti, sia sulla sponda veneta che su quella emiliana, di cui i quotidiani locali si sono abbondantemente occupati. In questa sede si vuole prendere in considerazione un solo aspetto di problematicità riscontrata, rinviando a successivi momenti l'approfondimento di altre situazioni di estrema preoccupazione.

Nella circostanza occorsa, il notevole rallentamento del traffico ha consentito di poter "apprezzare" un fenomeno già avvertito in precedenza, ma che in tale occasione si è mostrato in tutta la sua compiutezza. Mi riferisco al passaggio di veicoli che sul percorso Ravenna-Mantova (e viceversa) risultano effettuare trasporti eccezionali, senza scorta tecnica, adibiti in massima parte allo spostamento di coils o, comunque, di laminati e semilavorati siderurgici, del peso di svariate decine (per non dire centinaia) dì tonnellate. Si tratta di tir aventi otto, nove e talvolta anche dieci assi, che ripetutamente impegnano le strade che attraversano il territorio con decine di passaggi giornalieri, come detto nei due sensi dì marcia. Chi scrive non ha elementi tali da poter attribuire a detti trasporti eccezionali la responsabilità della rottura del giunto sul ponte; certo è che un passaggio di tali intensità sicuramente non agevola la resistenza di una struttura che dimostra di avere tutti gli anni che denuncia. Si badi che il problema non è limitato al ponte, probabilmente la sola punta dell'iceberg; è esteso a tutta la viabilità di raccordo che, per quanto riguarda il tratto polesano, interessa sia il Compartimento Anas del Veneto (strada statale 16 in uscita dal ponte sino all'incrocio semaforizzato con la strada regionale 6), sia la Società Veneto Strade (strada regionale 6 "Eridania occidentale"), cui ho ritenuto di indirizzare in primis la presente lettera. Entrambe le arterie citate non hanno caratteristiche di strade extraurbane, bensì attraversano in pieno il centro abitato di questo Comune (e ciò vale anche per gli altri territori più a ovest: Stienta, Gaiba, Ficarolo, ecc ... ), creando problemi facilmente immaginabili sia alla vivibilità degli abitati, sia continui dissesti alle sedi stradali, chiamale a sopportare sollecitazioni niente affatto trascurabili. La domanda che mi sento di avanzare è la seguente: non esistono praticabili tracciati alternativi ove detti trasporti eccezionali possano transitare, in migliori condizioni di sicurezza e senza arrecare danni non facilmente rimarginabili dalle ridotte finanze pubbliche? L’intento di questa missiva è quello - laddove fosse necessario - di far emergere il problema e di cercare di affrontarlo con soluzioni ragionate. Conto di poter avere riscontri positivi. Cordialità.

Daniele Chiarioni

Sindaco di Occhiobello

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