«Camelot, doppio errore comunale»
Fabbri (Ln): nessun motivo per gioire, l’Anac ha censurato la gara d’appalto
«Per quale motivo Tagliani ha bisogno di farsi propaganda, sventolando interpretazioni ambigue del parere dell’Anac quando l’Autorità, invece, lo smentisce»?
Secondo il capogruppo regionale della Lega Nord, Alan Fabbri, il sindaco di Ferrara ha «ben poco da gioire» per il pronunciamento dell’Anac sull’affidamento dei servizi di accoglienza ai profughi alla cooperativa Camelot. Le «dichiarazioni festanti», in realtà, contrastano con il parere espresso per l’Anac da Filippo Romano, «che non fa che confermare tutte le nostre perplessità». L’Anac infatti, in un passaggio, ha bacchettato il Comune di Ferrara per aver indetto una gara di appalto non solo inutile perché dall’esito scontato (la conferma di Camelot), ma anche fonte di sprechi: nella sua relazione Romano ha fatto presente al Comune di Ferrara che si sarebbe dovuto chiedere un parere all’Autorità, circa la possibilità di proseguire il servizio con Camelot «piuttosto che - scrive Romano - allestire una nuova gara, con dispendio di denaro pubblico, finalizzata a legittimare l’originale e illegittimo affidamento».
Dunque l’Anac non solo conferma che l’affidamento diretto per il progetto della durata di tre anni contravveniva alle disposizioni, ma raddoppia il suoi rimproveri al Comune che, in sostanza, avrebbe adottato un rimedio peggiore del male. È vero che, al momento delle osservazioni dell’Autorità, l’unica strada possibile era proseguire con l’affidamento diretto, ma solo perché a quel punto - trascorsi due dei tre anni del progetto - le condizioni non erano più modificabili. Ma male aveva fatto il Comune a ricorrere all’affidamento diretto due anni prima, e male ha fatto a indire una nuova, inutilmente costosa gara d’appalto. Tesi contestata dal sindaco.
Le schermaglie Anac-Comune, in ogni caso, hanno segnato un punto di ripartenza. L’Autorità ha acquisito l’atto di indirizzo con cui l’amministrazione si impegna «a individuare i parametri di valutazione dell’offerta progettuale in funzione delle indicazioni contenute nel Dm del 10 agosto 2016 e a specificarne adeguatamente il peso». In particolare, per quel che riguarda le contestazioni alla gara “riparatrice”, circa la mancanza di una puntuale valutazione dell’offerta di Camelot, il Comune «si impegna a provvedere, anche in presenza di una sola candidatura, ad attribuire il punteggio per ogni parametro di valutazione senza limitarsi a verificarne la generica adeguatezza».
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