Guerriglia dopo la partita Sette ultrà a giudizio
Al via il processo per i disordini dopo l’incontro di basket Tramec-Rimini del 2013. Davanti al palazzetto di Cento botte, lanci di bottiglie e bicchieri e danni alle auto
CENTO. Prima i Daspo, e ora il tribunale. Per sette tifosi di basket, due centesi e cinque riminesi, si è aperto ieri il processo per i fatti del 6 aprile del 2013 quando, alla fine della partita tra la Tramec (ora Baltur) di Cento e la Crabs di Rimini scoppiarono violenti tafferugli con lancio di bottiglie e bicchieri. Quella di ieri è stata un’udienza-lampo, con l’ammissione delle liste testi e subito il rinvio al 16 giugno, per l’inizio del dibattimento. A finire davanti al giudice, due tifosi centesi di 45 e 34 anni, e un gruppo di cinque ultrà riminesi, tra i 26 e i 33 anni. Per tutti, tre anni fa, al termine delle indagini dei carabinieri di Cento che avevano identificato i responsabili dei disordini, erano scattati i Daspo. Il divieto più severo era stato disposto dalla questura per l’ultrà centese di 45 anni, perché per già due volte era stato raggiunto da provvedimenti analoghi:per lui 4 anni di proibizione ad assistere a manifestazioni sportive; per il suo collega di tifo la durata del Daspo era stata invece di tre anni, così come i Daspo per i restanti cinque ultrà romagnoli variavano dai due ai tre anni.
La guerriglia era scoppiata davanti al palazzetto dello sport di Cento, alla fine dell’incontro fra l’allora Tramec e la Crabs Rimini che si era disputato per il campionato di basket B2. Da Rimini erano arrivati circa 50 supporter e durante la partita non c’erano stati problemi. All’uscita, invece, i tifosi delle due squadre si erano scontrati: dalle parole e dalle provocazioni si era presto passati alle vie di fatto: botte, cariche, lanci di bottiglie e bicchieri, molti danni alle auto in sosta e, all’arrivo delle forze dell’ordine, un fuggi fuggi generale. I carabinieri di Cento avevano poi avviato le indagini e, anche grazie ai filmati, erano arrivati a individuare i sette tifosi. Le prime conseguenze erano stati i Daspo, ora il processo per rissa, lesioni, resistenza e danneggiamenti.
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