Lotta al bullismo Il via a Lagosanto
Il progetto nelle scuole, dalle primarie al biennio superiore I pericoli che si annidano nel web e il ruolo delle famiglie
LAGOSANTO. Forse non conosciuto (e sottovalutato) per decenni, quello che oggi viene definito bullismo torna di prepotente attualità e tocca (come è giusto che sia) soprattutto il pianeta scuola. Un team di esperti (tra i quali spiccano Tania Masiello, Roberto Vitali, Alessandro Canella e Annalisa Conti) sta per iniziare proprio a Lagosanto uno dei percorsi più importanti. Ma come si può definire il bullismo? È senza dubbio una forma di comportamento sociale violento e intenzionale, di natura sia fisica che psicologica, oppressivo e vessatorio, ripetuto nel corso del tempo e attuato nei confronti di persone considerate dal soggetto che perpetra l'atto in questione come bersagli facili. L'accezione è principalmente utilizzata per riferirsi a fenomeni di violenza tipici degli ambienti scolastici, e più in generale di contesti sociali riservati ai più giovani. Lo stesso comportamento o comportamenti simili, in altri contesti, sono identificati con altri termini, come mobbing in ambito lavorativo o nonnismo nell'ambito delle forze armate. A partire dagli anni 2000, con l'avvento di internet si è andato delineando un altro fenomeno legato al bullismo, anche in questo caso diffuso soprattutto tra i giovani, il cyber-bullismo. Ed è su questo, in particolare, che si concentra l’impegno di questi addetti ai lavori, psicologi e docenti di alto livello che, con tecniche già sperimentate a livello europeo e che riguardano il più ampio tema del disagio giovanile, terranno lezioni-laboratori nelle aule scolastiche, dalla scuola primaria al biennio delle superiori. Inutile sottolineare l’importanza di questo percorso, peraltro proprio per questo inserito a pieno titolo nell’orario didattico. Attraverso l’associazione Soprusi Stop e grazie alla collaborazione di Adriana Battaglia (consulente per quanto riguarda i progetti della Commissione Europea) il progetto mira a creare un buon clima di aula e una capacità di relazione che porti i giovani a comprendere lo stato d’animo altrui, sia esso di gioia o di dolore. Presidente dell’associazione Soprusi Stop è lo stesso Roberto Vitali, esperto di social media e marketing e da anni impegnato nell’organizzazione di eventi e corsi formativi per alunni. Con lui una squadra di alto valore professionale con Tania Masiello coautrice (con Gianfranco Volpin) del libro “Via le mani dai bambini”; e ancora Annalisa Conti psicologa e psicoterapeuta di formazione analitica, e Alessandro Canella di It Care. Ogni classe sarà coinvolta in laboratori sulla percezione della realtà, la durata di ogni laboratorio sarà di 60 minuti da realizzare in aula o in palestra. Ci saranno anche 15 laboratori dedicati all’insegnamento dei 5 valori umani individuati come fondamentali e cioè verità, rettitudine, non violenza, pace e amore. I materiali utilizzati saranno in particolare una lavagna, carta, matite, colori, un diario per ogni bambino e una scheda per i docenti. Come ricordato, un aspetto di estrema complessità è quello legato ai social (Facebook, Twitter, Instagram) nei quali si assiste spesso all’apertura di profili fittizi da parte di genitori che intendono sorvegliare la “navigazione” dei figli.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
