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controllati gli ingressi al pronto soccorso

Piromane a Cona, indagini in salita

Piromane a Cona, indagini in salita

Nessuna lite nei giorni precedenti, danni limitati ai muri anneriti

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Tante ipotesi ma finora nessuna pista concreta. Partono in salita le indagini per individuare il vandalo che l’altra notte ha tentato di incendiare cinque bagni dell’ospedale di Cona appiccando il fuoco a rotoli di carta igienica dentro le botole dei controsoffitti. Dai primi accertamenti non sembrerebbe un atto premeditato: l’autore si è servito di ciò che ha trovato sul posto e non ha utilizzato liquidi infiammabili. L’orario della scorribanda (l’1.30 di notte) escluderebbe anche l’ipotesi che ad agire sia stato un paziente ricoverato, perché a quell’ora i reparti sono chiusi. Le indagini, svolte dal posto di polizia del Sant’Anna e dalla Squadra mobile, si sono concentrate anche sugli ingressi al pronto soccorso, a quell’ora di notte l’unica possibile via di accesso all’ospedale, senza però riscontrare nulla di anomalo. Gli accertamenti sono stati estesi anche ai giorni precedenti, per verificare se ci siano stati litigi o attriti con qualche utente o i suoi familiari, ma anche la pista di una vendetta contro il personale dell’ospedale finora non ha portato a nulla di concreto. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti, anche quella di un visitatore entrato all’ospedale nel corso della giornata e poi rimasto nascosto fino al momento di agire. In questo caso, però, sarebbe poi riuscito a volatilizzarsi nel nulla: quando i vigilantes hanno sentito odore di bruciato, facendo intervenire poi anche il personale della polizia, avrebbero notato la presenza di un estraneo a quell’ora di notte, ma così non è stato. Per fortuna il piromane non è riuscito a provocare grossi danni: il materiale ignifugo dei pannelli dei controsoffitti ha fatto sì che i cinque incendi si spegnessero da soli, lasciando solo qualche traccia annerita, lavata con qualche passata di spugna.

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