Pochi posti disponibili nella sala, la folla chiede: «Piaz-za! Piaz-za!»
Cento posti sono pochi, per contenere l’entusiasmo che Josè Pepe Mujica ha saputo suscitare. E diventano decisamente insufficienti, al netto delle immancabili file riservate. È bastata un’occhiata...
Cento posti sono pochi, per contenere l’entusiasmo che Josè Pepe Mujica ha saputo suscitare. E diventano decisamente insufficienti, al netto delle immancabili file riservate.
È bastata un’occhiata alla saletta, agli studenti universitari, per capire che solo una fortunata minoranza (in gran parte rimasta comunque in piedi), avrebbe potuto assistere “dal vivo” all’incontro con l’ex presidente dell’Uruguay organizzato ieri pomeriggio al Dipartimento di Economia e Management di Unife.
L’appuntamento è per le 16, ma già tre quarti d’ora prima l’ingresso di via Voltapaletto è gremito di ragazzi e ragazze, in un’atmosfera da concerto rock. Del resto, è lo stesso Pepe che poco più tardi si paragonerà ironicamente ai Rolling Stones, in qualità di «anziano che richiama i giovani, in un mondo un po’ alla rovescia». Dunque all’apertura dei “cancelli” è presto chiaro che la maggior parte degli aspiranti spettatori dovrà accontentarsi di seguire l’incontro in collegamento in altre quattro aule del dipartimento.
Il malumore cresce con l’attesa, davanti al portone si forma un “tappo” di persone, mentre altre si affollano nell’androne sperando di conquistarsi almeno un angolo di platea “virtuale”. Altri scrutano la strada aspettando di poter incrociare lo sguardo appuntito di Pepe, urtandosi involontariamente l’un l’altro mentre fervono le operazioni di installazione delle luminarie natalizie. «Ma non si poteva fare al Boldini? O alla sala Estense? O magari al teatro Nuovo?» si chiedono molti delusi. Altri si concentrano su «Ma quando arriva Pepe?».
Alle 15.30 si diffonde l’annuncio: «È partito adesso, sta arrivando». L’ex presidente alloggia al Bed and Breakfast “Conte Piero” di Francolino, e infatti circa venti minuti più tardi ecco farsi largo l’auto con a bordo Mujica. Ad accoglierlo è un boato, un applauso assordante. Pepe è quasi trasportato dalla folla degli esclusi che si sfoga urlando “piaz-za!” “piaz-za!”, a rivendicare pari diritti anche per gli spettatori. Per le scale si sfiora il tumulto, gli addetti alla sicurezza fanno barriera: la sala è già colma, non può entrare più nessuno. «Con il sistema streaming abbiamo potuto raggiungere 630 persone, al Boldini ci sono solo 480 posti», si giustificano gli organizzatori. Ed è panico, per qualche istante, quando il collegamento streaming si inceppa. Ma è solo per qualche secondo, poi la saggezza di Pepe ha la meglio sulla tecnologia.
Alessandra Mura
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