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Rumori, proteste e rivendicazioni

Con decine e decine di studenti che da fuori premevano e rumoreggiavano perché neppure le aule attrezzate con i proiettori riuscivano a contenerli tutti, tanto ampio è stato l’afflusso di pubblico, è...

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Con decine e decine di studenti che da fuori premevano e rumoreggiavano perché neppure le aule attrezzate con i proiettori riuscivano a contenerli tutti, tanto ampio è stato l’afflusso di pubblico, è toccato alla direttrice di dipartimento, Simonetta Renga, l’ingrato compito di dar conto delle scelte organizzative. Lo ha fatto con un intervento a metà tra i saluti di rito e le rivendicazioni sindacali, spiegando - senza in realtà trovare troppo favore nella platea - che l’organizzazione era finita sulle spalle di qualche professore di buona volontà che ha lavorato per giorni fuori orario e da casa per organizzare il pomeriggio, che se mai lo ha fatto, l’ateneo non mette più risorse a disposizione per quel genere di iniziative, che 39 docenti per 780 matricole e un complesso di tremila studenti sono decisamente pochi... e così via. Fredda la risposta del pubblico. Che ha invece fatto partire uno scrosciante applauso quando chi le ha dato il cambio al microfono butta là che una manifestazione così forse andava organizzata al parco Massari.

Un silenzio attento ed emozionato, invece, per l’intervento di quello che per tutti è Pepe, senza deferenze.

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