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Si spacciano per il corriere espresso e vendono profumi

Si spacciano per il corriere espresso e vendono profumi

MASI TORELLO. È di nuovo allerta truffe nel comune masese. L’amministrazione comunale chiede di prestare la massima attenzione a chi si reca presso le abitazioni private dei cittadini per chiedere...

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MASI TORELLO.

È di nuovo allerta truffe nel comune masese. L’amministrazione comunale chiede di prestare la massima attenzione a chi si reca presso le abitazioni private dei cittadini per chiedere informazioni su bollette del gas e non solo. Sono state segnalate nella giornata di ieri alcune persone in movimento sul territorio comunale che hanno destato sospetti tra gli abitanti; tra essi, un sedicente dipendente di una nota azienda di corriere espresso che proponeva porta a porta profumi di dubbia origine e una coppia di dipendenti di un’azienda del gas che richiedevano la visione di documentazione privata.

I riferimenti per segnalazioni alle autorità di zona sono il 0532-3257 o 112 carabinieri. Durante i mesi scorsi altri episodi di truffe hanno riguardato indagini telefoniche inerenti un presunto censimento di animali domestici (in particolare gatti) per il quale l’amministrazione stessa non ha incaricato personale o collaboratori di alcun tipo per indagini o richieste di controllo degli animali del territorio.

La scorsa primavera due finti impiegati di Poste Italiane, un uomo ed una donna sulla trentina, si sono recati a casa di un anziano pensionato giacomense e con una scusa sono riusciti a farsi consegnare una cospicua somma di denaro e a scappare a bordo della loro auto parcheggiata nelle vicinanze.

Ed ancora pochi giorni fa finti impiegati di Area hanno insistentemente chiesto ad una signora giacomense di entrare in casa per mostrare loro una bolletta.

La signora ha prontamente negato l’ingresso alle persone dicendo loro che non c’era alcun problema con i pagamenti e, nel caso ci fosse stato, sarebbe stata avvertita telefonicamente. Altri episodi di truffe nella comunità giacomense erano avvenuti in passato quando soggetti non autorizzati contattavano privati cittadini qualificandosi come dipendenti o incaricati della Ragioneria generale dello Stato, al fine di raccogliere dati personali da utilizzare per l’invio di inesistenti rimborsi. Ancora una volta le forze dell’ordine invitano dunque alla massima attenzione e ad avvisare nel caso di dubbi.

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