«Contributi a chi inserisce i profughi»
Il gruppo consiliare Pd propone il Patto di Cittadinanza da sottoscrivere tra Comune e associazioni di volontariato
ARGENTA. Sottoscrivere un “Patto di Cittadinanza” assieme al volontariato argentano per i richiedenti lo status di rifugiato.
È' questa la sintesi della proposta di ordine del giorno che il capogruppo del Pd Luca Simoni assieme alla collega di scranno Liviana Pambieri presenteranno lunedì sera durante la seduta del consiglio comunale di Argenta. Se l'ordine del giorno verrà approvato (ma la maggioranza ha i numeri per poterlo approvare), il consiglio comunale chiederà al sindaco e giunta di impegnarsi per «sottoscrivere un Patto di Cittadinanza, insieme alle associazioni di volontariato impegnate nel settore, che individui criteri e modi in cui poter sviluppare progetti di attività di volontariato; l'obiettivo è di migliorare la qualità delle nostre comunità senza sostituire il concetto di volontariato a quello di lavoro nè di sostituire i lavoratori coi volontari». Al tempo stesso, con la proposta si chiede al sindaco di farsi «portavoce con gli organi competenti - si legge nella proposta - per introdurre nella nostra legislazione un sistema di incentivi per i Comuni che ospitano dignitosamente i richiedenti asilo e viceversa disincentivi per tutti quei territori che al contrario rifiutano l'accoglienza». Infine, che lo stesso primo cittadino «intensifichi le buone prassi culturale sull'integrazione e sulla pace».
La proposta targata Partito democratico, parte dal Trattato di Lisbona che modifica quello dell'Unione Europea a riguardo del principio di solidarietà. Non solo, la proposta cita sia la Costituzione italiana (l'articolo10) relativo al principio di accoglienza sia le regole europee che devono essere rispettata per coloro che richiedono lo status di rifugiato. Simoni, in premessa, fa notare che «tra gli adempimenti è delineato un termine limitato entro cui la domanda trova conclusione: in questo periodo il migrante non può svolgere attività lavorativa, ma solo di volontariato». Ancor prima di formulare la proposta, Simoni ricorda che al 30 marzo 2015 nei centri di accoglienza c'erano 66.206 persone e di questi 4.634 (il 7%) in Emilia Romagna mentre un anno dopo erano 111.081(sempre il 7%) di cui 7.776 sempre in regione. Senza citare i fatti di Gorino, il capogruppo del Pd scrive che «a oggi si verifica un fenomeno di rifiuto nei confronti dell’ospitalità da parte di alcune amministrazioni che in tal modo non solo violano i principi di accoglienza e solidarietà ma provocano inevitabilmente problemi agli altri Comuni e all'intero sistema di protezione internazionale». Sulla scorta poi di altre esperienze positive e ritenendo l'accoglienza un dovere umano ed istituzionale e non una scelta politica ma che comunque, le amministrazioni devono farsi mediatori di un processo di inserimento nella comunità in accordo con la Prefettura, i due esponenti del Pd di Argenta sottolineano che «i rifugiati debbono poter integrarsi con la cultura del nostro Paese e partecipare attivamente alla vita e al decoro della comunità dove si trovano».
Giorgio Carnaroli
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