Salvini certo, Grillo forse In movimento i big del No
Referendum, il segretario leghista in città il 24 novembre con il nuovo ‘decalogo’ Martedì il treno M5s porta molti leader ma il fondatore è incerto fino all’ultimo
Salvini è sicuramente in arrivo, Grillo forse. I due big della politica italiana annunciati a Ferrara per la campagna referendaria, entrambi sostenitori del No, hanno meglio definito date e impegno, che per il leader pentastellato coincide con la tappa di piazza Trento Trieste di martedì 15 novembre, alle 17, di #iodicoNoTour (6mila chilometri in tutta Italia su treni regionali e traghetti), partito ieri da Aosta. Dal treno scenderanno Alessandro Di Battista, Roberto Fico, Riccardo Nuti, Andrea Cecconi e Manuela Botteghi che sono i relatori dal palco, assieme a Vittorio Ferraresi, Raffaella Sensoli, Paola Taverna, Carlo Sibilia, Dalila Nesci, Elisa Bulgarelli, Matteo Dall’Osso, Giulia Gibertoni, Michela Montevecchi e Roberta Lombardi. E Grillo? «Lo sapremo il giorno prima, forse all’ultimo momento» dice Mauro Ballola, delegato ferrarese del M5s nazionale, che sta curando la tappa estense: il leader ha spiegato che intende prendersi la libertà di decidere come muoversi, tenendo in fibrillazione l’apparato di sicurezza. Il messaggio dal palco sarà comunque puntato sullo «stravolgimento di ben 47 articoli della nostra Costituzione», il tutto «con costi del Senato sostanzialmente immutati, mentre se si fosse approvata la legge taglia-stipendi M5s si genererebbero 87 milioni di euro di risparmi. Regioni ed enti locali vedranno inoltre esautorati i loro poteri in tema di difesa ambientale e del territorio e saranno triplicate le firme per presentare leggi d’iniziativa popolare».
Il 24 novembre, un giovedì, è invece confermata la presenza in città di Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, che sta cavalcando in pieno l’onda dell’elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti. L’appuntamento è alle 17.30 alla Sala Estense, momento culminante di una campagna referendaria leghista imperniata su incontri con i parlamentari, in particolare Fedriga e Centinaio. Quest’ultimo, assieme al capogruppo regionale Alan Fabbri, ha presentato nel primo di questi incontri, a Comacchio, un decalogo con le proposte alternative per una riforma costituzionale. «Per promuovere le nostre ragioni abbiamo creato una community, quella dei Braccialetti gialli, con foto da postare sui social» hanno detto i due esponenti leghisti. «La Ragioneria dello Stato sconfessa Renzi, i risparmi della sua riforma saranno dieci volte inferiori rispetto a quanto dichiarato da lui - dicono i leghisti - Tra i punti della nostra proposta, c’è l’affermazione esplicita che tutti i parlamentari debbano essere eletti dai cittadini: basta con la casta dei nominati».
Stefano Ciervo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
