La Nuova Ferrara

Ferrara

indagata per truffa

Avvocatessa falsificava gli atti del giudice

Avvocatessa falsificava gli atti del giudice

Perquisizioni di procura e carabinieri a Ferrara. Dovrà rispondere anche all’Ordine professionale

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FERRARA. L’accusano di truffa, falso e patrocinio infedele: per un avvocato è il peggio del peggio che possa essere contestato. Perché, in questo caso, la avvocatessa di Ferrara, indagata per questi reati, avrebbe fatto tutto per ingannare un proprio cliente, in una causa civile davanti al giudice del tribunale di Ferrara, convincendolo di aver redatto a sua difesa atti e consegnandogli documenti, anche del giudice stesso (il giudice deAlessandro D’Ancona), che lei stessa avrebbe inventato.

La vicenda, sulla quale sono in corso indagini è deflagrata ieri mattina quando la procura ha fatto scattare un controllo nella casa dell’avvocatessa e nel suo studio qui in città. Una perquisizione condotta alla presenza dello stesso magistrato che sta indagando e - come da prassi - alla presenza anche di un rappresentante dell’ordine degli avvocati, cui ogni provvedimento giudiziario deve essere comunicato in parallelo per garanzia. L’avvocatessa indagata e perquisita è L.B. , 52 anni, ferrarese con alle spalle una situazione difficile personale che sta vivendo e che potrebbe essere alla base dei suoi comportamenti professionali del tutto da censurare e che, ora, le verranno contestati anche e soprattutto davanti all’Ordine degli avvocati e al Consiglio distrettuale disciplinare di Bologna. Resta, dunque, la gravità dei suoi atti, di una avvocatessa dell’Ordine forense raggiunta da avviso di garanzia contestuale alla perquisizione, atti che hanno fatto scattare i primi provvedimenti da parte della procura che con gli ispettori del Reparto investigativo dei carabinieri di Ferrara hanno eseguito materialmente la perquisizione e acquisito il materiale per verificare le ipotesi d’accusa, nate dalla denuncia del cliente stesso .

Occorre ricordare che il legale in questione - da quanto si è appresso nella mattinata di ieri - , non sarebbe nuovo a provvedimenti da parte dell’Ordine per il suo operato, non del tutto lecito, essendo stata oggetto di altre censure e sospensione dello stesso Ordine professionale. Dall’ordine degli avvocati - ribadiamo avvisato ieri mattina come avviene sempre e d è avvenuto in passato per ogni provvedimento o atto contro uno dei propri iscritti - invitano alla massima cautela, affidandosi ai risultati che emergeranno dalle indagini in corso. Secondo quanto trapela, l’avvocatessa assisteva un proprio cliente in una causa civile al quale avrebbe esibito carte che lei stesa aveva falsificato. Falsi palesi in cui addirittura avrebbe inventato una opposizione ad un decreto ingiuntivo, e quindi - di conseguenza - producendo un atto in cui veniva fissata l’udienza per la discussione, con tanto di firma dell’ignaro giudice. Una falsità sui ora la procura indaga, contestando in primis il patrocinio infedele (accusa più grave per chi ha un rapporto di fiducia con un cliente) e la truffa. (d.p.)

 

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