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aveva proclamato la superiorità del tortello mantovano

E Franceschini si scusò sui cappellacci, Mattarella testimone

E Franceschini si scusò sui cappellacci, Mattarella testimone

Dario Franceschini ha fatto (parziale) ammenda nei confronti dei cappellacci di zucca. Di fronte al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in visita a Mantova capitale italiana della cultura,...

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Dario Franceschini ha fatto (parziale) ammenda nei confronti dei cappellacci di zucca. Di fronte al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in visita a Mantova capitale italiana della cultura, il ministro ieri si è concesso una battuta sulla eterna disputa tra il primo ferrarese e i tortelli mantovani, dei quali lui stesso, nel gennaio scorso, aveva riconosciuto la superiorità «di gusto» ma solo per il 2016, anno appunto di Mantova capitale. «Cercherò di riconquistare la cittadinanza di Ferrara mangiando i cappellacci di zucca con ragù e salama da sugo» ha detto Franceschini dal podio ufficiale, aggiungendo poi che l’appuntamento per la nuova supremazia del piatto ferrarese era fissato all’1 gennaio 2017. L’intemerata in favore del tortello era costato a Franceschini, tra l’altro, l’ira dell’amico Alessandro Bratti, che aveva minacciato di fare terra bruciata attorno al ministro, non invitandolo più a mangiare i cappellacci e sobillando i molti conoscenti comuni a fare altrettanto. Franceschini si era sbilanciato in quel modo di fronte al premier Matteo Renzi e sempre a Mantova, in occasione del lancio della capitale della cultura. Ha voluto aspettare di avere di fronte il Capo dello Stato per fare (parziale) marcia indietro.

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