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omicido di porto viro

L’amico della vittima: io non c’entro

di Samuele Govoni
L’amico della vittima: io non c’entro

Mesola, l’uomo sentito dai carabinieri come persona informata sui fatti ribadisce la propria estraneità

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«Io non c’entro con questa brutta storia e mi sto già muovendo per vie legali per fare causa a chi ha usato in maniera scorretta il mio nome e cognome sui giornali». Giuliano Fanan, settantaduenne originario del Rodigino, ma residente a Mesola mette subito le cose in chiaro e continua: «Con il mio avvocato prenderò provvedimenti anche nei confronti del nipote di Miranda Sarto perché ha parlato di me in malomodo senza nessuna motivazione».

Poche altre parole «ho già detto tutto quello che dovevo dire ai carabinieri», «io non c’entro», «voglio essere lasciato in pace», «sto pranzando» e poi Fanan elegantemente saluta e riattacca il telefono.

L’uomo, che sarebbe stato legato alla Sarto, la donna 82 trovata morta nella sua abitazione a Porto Viro mercoledì sera, da un rapporto di amicizia di lunga data, è stato sentito dalle forze dell’ordine venete come persona informata sui fatti. Pare infatti che Fanan avesse salutato l’anziana poche ore prima del delitto e che fosse stato tra gli ultimi a vederla ancora in vita.

I carabinieri erano stati a casa sua nella notte tra mercoledì e giovedì, intorno mezzanotte e un quarto. Lui li aveva fatti entrare e poi, dopo un’ora, era uscito insieme a loro. Con Fanan e i carabinieri sarebbe uscita di casa anche la donna che, a quanto dicono i vicini, è la compagna del 72enne residente a Mesola. «Ci siamo svegliati perché avevamo sentito dei rumori - hanno raccontato i vicini di casa di Fanan - Abbiamo visto che c’erano dei carabinieri davanti casa e abbiamo immaginato che fosse successo qualcosa poi la mattina dopo abbiamo saputo della donna, povera signora». L’anziana è stata massacrata a colpi di arma da taglio e al momento l’ipotesi di una rapina finita in tragedia pare lontana. A quanto ha detto chi la conosceva, la signora Sarto non era facoltosa. Prima di andare in pensione aveva lavorato come sarta, si era separata dal marito parecchi anni addietro e non aveva mai completamente superato il dolore per la scomparsa del suo unico figlio morte in seguito a una grave malattia.

«Io non so cosa sia successo e tutto quello che dovevo dire l’ho detto con le forze dell’ordine durante i nostri colloqui. Oltre questo non dico altro, per tutto il resto ci penseranno i miei legali», taglia corto e in maniera risoluta l’uomo.

Samuele Govoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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