La porta era chiusa a chiave e la donna non indossava gioielli
PORTO VIRO. Miranda Sarto, 83 anni, casalinga, è stata uccisa con ferocia nella sua abitazione di via Gorghi, a Porto Viro. L’assassino è entrato indisturbato e poi ha chiuso a chiave. La porta di...
PORTO VIRO. Miranda Sarto, 83 anni, casalinga, è stata uccisa con ferocia nella sua abitazione di via Gorghi, a Porto Viro. L’assassino è entrato indisturbato e poi ha chiuso a chiave. La porta di entrata, a quanto emerge dai primi riscontri, era chiusa quando sono scattati i primi soccorsi, quando ancora si pensava di avere a che fare con un incendio. Un particolare, quello della porta, sul quale gli investigatori sono al lavoro in queste ore. Non ci sono segni di scasso nell'abitazione di via Gorghi dove è stata trovata uccisa la donna; qualcuno l'ha colpita più di una volta, con ferocia. l’incendio dunque potrebbe essere un tentativo di mascherare l'omicidio o comunque distruggere delle prove. Il tutto però con un grosso punto interrogativo: se la donna è stata trovata a terra, morta, nel locale adibito a soggiorno - cucina, per quale motivo l'incendio è divampato in camera da letto? Se la mancanza di segni di scasso fa ritenere, così come l'ora e la zona centrale, molto difficile un furto degenerato in tragedia, allo stesso modo gli investigatori stanno cercando di dare una valenza anche al fatto che la porta fosse chiusa a chiave. Non ci sono automatismi, dal momento che potrebbe anche essere che, dopo avere ucciso l'omicida pur essendo un perfetto estraneo nell’abitazione abbia trovato le chiavi e abbia chiuso, per esempio per ritardare la scoperta del delitto. Nella casa anche una seconda porta, sul retro, ma pare che anche in questo i primi ad accorrere quando è stato segnalato il fumo che usciva di casa non siano riusciti ad aprirla facilmente. Di conseguenza, gli investigatori dovranno capire quanti mazzi di chiavi ci fossero in giro, per quella casa, e se ne manchi qualcuno. Intanto, è stata disposta l’autopsia sulla salma, che si terrà lunedì, nell'ambito di un procedimento penale contro al momento contro ignoti. Il medico legale dovrà cercare di capire quale sia stata la ferita mortale, se non più di una, e cosa l'abbia provocata. Allo stesso modo si sta scandagliando - come di prassi in questi casi e senza nessuna accusa ad alcuno - la situazione delle persone più prossime all'anziana per valutare se vi possano essere elementi come debiti, interessi, animosità o conflitti che possano giustificare quanto accaduto. Allo stesso modo, saranno condotte anche indagini sul telefono dell'anziana trovato all’interno dell'abitazione. Altro punto che si sia cercando di chiarire è se la donna potesse tenere somme in contanti in casi che potessero fare gola a qualcuno, per quanto si debba tenere conto che stiamo parlando di una persona che viveva di una normalissima pensione. Un particolare che potrebbe essere importante: dai resoconti raccolti dai carabinieri emerge che la 83enne non amava indossare gioielli e probabilmente aveva solo una collanina, trovatale addosso dai soccorritori.
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