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«Nico sta male, sta proprio male» Dolore e speranza dei familiari

di Samuele Govoni

CONA. L’attesa è estenuante. Madre, sorella e zio sono nella sala d’attesa del reparto di terapia intensiva all’ospedale di Cona. Aspettano notizie, sperano in un miglioramento e intanto non si...

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CONA. L’attesa è estenuante. Madre, sorella e zio sono nella sala d’attesa del reparto di terapia intensiva all’ospedale di Cona. Aspettano notizie, sperano in un miglioramento e intanto non si capacitano di quanto accaduto.

«Non abbiamo idea di che cosa sia successo. Sappiamo solo che Nico sta molto male, nient’altro; adesso possiamo solo sperare».

Pesano come macigni le parole di zio Dino, fratello di Maria Teresa Pennini, mamma di Nico. «Siamo qui (sala d’aspetto del reparto dell’ospedale, ndr) da questa mattina presto - ha spiegato ieri il parente - Erano più o meno le quattro e mezza del mattino quando sono venuti i carabinieri a casa e ci hanno avvisato di quanto accaduto. Quando li abbiamo visti è stato come un brutto sogno, è stato incredibile. Ci siamo vestiti in fretta e furia e poi siamo corsi qua».

Elisa Mantovani, sorella di Nico, ha vent’anni. Anche lei, come tutti, è disperata.

«Sta male, sta male, sta proprio male», ripete allo zio piangendo. La madre, anch’essa sconvolta dal dolore quasi non trova le parole. «Nico lavora come magazziniere alla Finpesca di Porto Viro, fa il magazziniere. Solitamente - spiega la donna - lavora nel pomeriggio. Il suo turno va dalle due fino alla sera. Credo che ieri (giovedì per chi legge, ndr) finito di lavorare si sia intrattenuto con i colleghi per cena, ma non so altro». Al dolore si aggiunge altro dolore. La famiglia solo un anno fa era stata colpita dalla perdita del padre di Nico e Elisa che era morto a causa di una grave malattia.

«Noi restiamo qui - sospira zio Dino - aspettiamo e speriamo, non possiamo fare altro. I medici dicono che sta male, le condizioni sono critiche ma continuiamo a sperare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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