La Nuova Ferrara

Ferrara

Ok di Poggio alle ronde civiche

di Marcello Pulidori
Ok di Poggio alle ronde civiche

Ieri l’annuncio del primo cittadino: «Così il territorio sarà più sicuro»

2 MINUTI DI LETTURA





POGGIO RENATICO. Se ne parlava da tempo, ma ora sono ufficiali, previste dalla legge e da questa tutelate. Le ronde civiche sono una realtà sotto tutti i profili, anche quello più strettamente giuridico al quale i più scettici (pochi per il vero) hanno cercato di attaccarsi contestando la creazione di questo innovativo servizio di sorveglianza. Saranno costituite da volontari (si chiameranno assistenti civici) che verranno muniti di tesserino di riconoscimento con foto e nome, di giubbotto fluorescente, berretto, con un registro delle presenze sulle aree di intervento, ma non avranno nè poteri di sanzionare nè (tantomeno) poteri repressivi. Dovranno segnalare l’eventuale reato (o situazione sospetta) alla Polizia municipale. L’annuncio, altrettanto ufficiale, è arrivato ieri mattina direttamente da Daniele Garuti, 54 anni, sindaco di Poggio Renatico nonché ex poliziotto: «Ieri sera (giovedì sera per chi legge, ndr) la giunta ha dato il definitivo via libera all’attività delle cosiddette ronde civiche». Il termine, che in un passato non lontano aveva fatto storcere ai puristi, è invece del tutto ammesso dalla stessa legge. Ne dà conferma la sentenza 226 del 2010 della Corte Costituzionale. La prima concreta applicazione della legge (la 94 del 15 luglio 2009) concernente Disposizioni in materia di sicurezza pubblica, si è avuta con l’emanazione del decreto ministeriale dell’8 agosto 2009 col quale il ministro dell’interno ha fissato gli ambiti operativi delle «associazioni di volontari per il presidio sul territorio», note ai più con il nome di “ronde”. Tanto per restare in tema, l’associazione che per prima ha iniziato ad operare e per prima si è costituita si chiama “Coronella Serenamente”. In base all’articolo 3, comma 40, della legge 94/09 le ronde sono associazioni tra cittadini non armati con il compito di segnalare alle forze dell’ordine eventi che possano «arrecare danno alla sicurezza urbana ovvero situazioni di disagio sociale». Nel successivo comma 41 viene, inoltre, specificato che queste associazioni devono essere iscritte in un particolare elenco redatto dal prefetto e, previa verifica da parte del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica; devono possedere particolari requisiti per la specifica dei quali il comma 43 rimanda ad apposita regolamentazione dello stesso ministro dell'interno. Il prefetto deve procedere annualmente alla revisione dell'elenco per verificare il permanere delle caratteristiche delle associazioni e degli appartenenti alle stesse. Tutte cose ribadite con estrema chiarezza, ieri, dallo stesso sindaco Garuti che peraltro, proprio in virtù dei suoi trascorsi da poliziotto, ben conosce la materia. (m.puli.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google