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«Palaspecchi da demolire» Profughi sempre nel mirino

«Palaspecchi da demolire» Profughi sempre nel mirino

In ottanta sotto la pioggia al corteo leghista che ieri sera ha bloccato il centro Lodi: in Gad sputano sulla polizia. Fabbri: un casino se ci mandano i migranti

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Un’ottantina di ombrelli con un microfono, diversi striscioni irridenti e alcuni fumogeni tenuti per il finale della manifestazione, in mezzo ad un massiccio spiegamento di forze dell’ordine composto da almeno tre furgoncini della Polizia, uno più svariate auto dei carabinieri, e un numero imprecisato di pattuglie dei Vigili urbani. Davanti, dietro e ai lati, lunghe code di auto e pure i bus bloccati nell’orario del rientro a casa lungo l’asse Cavour-Giovecca, corso Isonzo, viale Po e zona stazione. È questa l’istantanea del corteo della Lega Nord contro la mancata bonifica del Palaspecchi di ieri sera che si è trasformato rapidamente in una marcia anti-immigrati, con echi cittadini annacquati dalla fastidiosa pioggia che ha tenuto lontano potenziali manifestanti (e anche gli stranieri che stazionano abitualmente attorno al grattacielo), ma i toni rinvigoriti dalla vittoria di Trump. E il viso del nuovo presidente Usa campeggiava sulla maglietta di Nicola Lodi, l’organizzatore del corteo, come sulle bocche di molti manifestanti (non pochi con accento veneto), tutti pronti a commentare favorevolmente la vittoria del tycoon. «In Usa ha vinto la voglia di legalità e normalità, anche da noi possiamo dire no agli immigrati democraticamente, anche senza fare barricate» dirà sul palco di piazza Trento Trieste il capogruppo regionale, Alan Fabbri. Minaccioso il messaggio rivolto al prefetto Tortora: «A Bondeno non abbiamo neanche un richiedente asilo, non li vogliamo, e se il prefetto fa l’errore di portarcene uno solo è un casino. A Gorino è stata la gente a ribellarsi, la Lega è arrivata dopo. Rispettiamo la legalità e andremo bene». Durante il corteo era stato Lodi a riportare una confidenza di un poliziotto della zona Gad, «mi ha raccontato che venerdì sera ha tentato per due volte d’identificare un richiedente asilo, e alla fine lui gli ha sputato sui piedi: non si può continuare così, la polizia lì viene picchiata giornalmente».

E il Palaspecchi? La ricetta leghista, rinforzata ieri da Insorgenti e altre pattuglie associative con tanto di coretti irridenti al sindaco, è sempre quella: l’edificio va demolito, bisogna romporere l’asse «Parnasi-Tagliani-Cdp, affari con il Pd?», come recitava uno striscione. Lodi si è scagliato contro la proroga di 45 giorni per la bonifica del Palaspecchi, concessa dal sindaco, contro il quale si sono sprecati gli inviti ad andare a casa. Ma i pensieri e le parole dei manifestanti, nell’oretta di durata del corteo, si sono concentrati soprattutto sui migranti. Alle 20.40 era tutto finito.

Stefano Ciervo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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