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Sanità e assunzioni il S. Anna va avanti

Sanità e assunzioni il S. Anna va avanti

Ma i sindacati temono effetti restrittivi dal piano di rientro Intanto via alle grandi manovre per il trasloco del S. Giorgio

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L’azienda Sant’Anna annuncia che il suo piano assunzioni va avanti. I sindacati però temono che la recente bocciatura dei conti dell’ospedale da parte del ministero possa rendere più incerto e accidentato il suo percorso. Ad esprimere le loro preoccupazioni sono l’Anaao (medici ospedalieri) e la Fp-Cgil (infermieri, oss, impiegati), messi in allarme dalla notizia che l’azienda ospedaliera potrebbe essere chiamata a breve a fare i conti con le possibili ristrettezze imposte da un piano di rientro sanitario, scenario sconosciuto in Emilia Romagna. La vicenda è stata già raccontata dalla Nuova Ferrara martedì scorso. Il ministero ha contestato all’azienda ospedaliera il disavanzo del 2015, risultato superiore di oltre 3 milioni di euro al tetto consentito per quell’anno, che in valore assoluto è pari a 10 milioni di euro. Il Sant’Anna ha giustificato lo sforamento con le sue controdeduzioni (alti costi del contratto di servizio con Prog.Este e sconti sulle forniture di prestazioni all’Asl) ma il ministero della sanità ha risposto picche innescando l’avvio di una procedura di controllo dei conti che impone all’azienda sanitaria l’impegno a ripianare lo squilibrio economico in un arco di tre anni e mette di fatto sotto osservazione esterna l’intera manovra di riassorbimento del deficit eccedente.

«L’ospedale per ripianare il disavanzo ha due strade possibili - scrive l’Anaao ai suoi tesserati - aumentare i ricavi, perciò più attività (es. ricoveri) e/o diminuire i costi (meno assunzioni). Monitoreremo la situazione». La Fp-Cgil resta sui numeri: tra infermieri, oss, altro personale e medici «l’obiettivo che ci è stato prospettato è di mettere in servizio un’ottantina di nuove unità. È chiaro che dopo questa notizia bisognerà verificare con l’azienda se i numeri dovranno essere aggiornati. Noi speriamo di no», commenta il segretario Natale Vitali.

Dal canto suo il direttore amministrativo, Sabino Iacoviello, ha appena comunicato ai sindacati che il trasferimento del Centro di riabilitazione San Giorgio a Cona comporterà a breve, tra i vari effetti, anche «potenziamenti dell’offerta» per evitare possibili «situazioni di iperafflusso di pazienti internistici e/o chirurgici da pronto soccorso, oltre che eliminare l’utilizzo di letti sovra-numerari».

Vengono confermati i rinforzi di personale per Medicina d’Urgenza, Chirurgia d’urgenza e per l’accorpamento di Neurologie e Chirurgia vascolare.

Due posti letto saranno aggiunti in Anestesia e Rianimazione; l’organico sarà rivisto anche in funzione del programmato «incremento delle sedute operatorie».

Tutti obiettivi che, se venissero conseguiti prima della stesura della delibera regionale alla quale verrà probabilmente demandata la definizione delle tappe del piano di rientro, potrebbero andare a buon fine senza dover fare i conti con la vigilanza rafforzata degli uffici di viale Aldo Moro. In pratica, una corsa contro il tempo. Mentre in parlamento circola una proposta che ha già messo in allarme le Regioni, e cioè l’ulteriore abbassamento della soglia del deficit ammesso: da 10 milioni a 5. Uno scenario che imporrebbe nuovi risparmi, tra i quali però non sarebbero incluse le assunzioni. Se le cose invece non cambieranno lo sbilancio 2015 di fatto potrebbe essere già stato superato con gli interventi messi in atto nel 2016. (gi.ca.)

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