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All’emporio “Il Mantello” spesa gratis per i bisognosi

All’emporio “Il Mantello” spesa gratis per i bisognosi

Servizio di Agire sociale per chi ha redditi bassi. Sistema con la tessera a punti Appello per le donazioni: raccolti anche 8mila euro di prodotti grazie alle Coop

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Un emporio solidale speciale, “Il Mantello”, che si rivolge alle fasce deboli della popolazione, quei cittadini che oggi sono definiti “nuovi poveri” o per usare un'altra espressione “la fascia grigia” della popolazione, che per i motivi più svariati si ritrovano in una situazione economica di difficoltà transitoria. La parola chiave dell'emporio solidale “Il Mantello”, è proprio questa: transitorietà.

L'emporio infatti persegue l'obiettivo di superare la logica assistenzialistica, per riportare le 50 famiglie che sono state selezionate attraverso un bando chiuso lo scorso 30 agosto, a una situazione di autonomia.

L'emporio, promosso da Comune di Ferrara, Agire Sociale e Asp, è stato inaugurato il 4 ottobre, giornata nazionale del Dono, e da martedì 15, le famiglie che sono state contattate da Agire Sociale e hanno concordato l'appuntamento, potranno recarsi in questo piccolo market molto speciale, dove saranno seguite dai volontari.

L'appuntamento serve infatti per permettere ai volontari di instaurare un rapporto di conoscenza con la famiglia o il singolo che si rivolge alla struttura, capire quale tipo di problematica presenta, e spiegare le modalità di funzionamento della “spesa”, che avviene senza esborso di denaro, ma con una tessera punti,che vale al massimo 18 mesi. Ogni prodotto ha un punteggio, per esempio un chilo di pasta vale un punto, e alla famiglia vengono scalati i punti consumati, poi al termine di ogni mese la tessera viene ricaricata, anche se i punti non consumati nel corso del mese, non saranno aggiunti il mese successivo.

L'emporio, situato in via Mura di Porta Po, è formato da due sale, di cui una con gli espositori e gli scaffali, dove sono esposti beni alimentari come pasta, riso, scatolame, olio, caffè, farina, cous cous, e anche beni per l'igiene personale e la prima infanzia, dai pannolini agli omogeneizzati. Nella sala adiacente, comoda e spaziosa, è possibile invece accogliere le persone per aiutarle nell'orientamento e nella ricerca di un percorso lavorativo, per favorire la ripartenza di chi ha perso il lavoro. Le famiglie, per continuare a ricevere i servizi del Mantello, devono dimostrare di impegnarsi in vari modi, dal volontariato alla frequenza di corsi di formazione. Se lo scopo da raggiungere è l'uscita da uno stato di momentanea marginalità, la logica non può che essere quella dell'impegno da parte di chi usufruisce di questo servizio.

«La famiglia deve dimostrare di impegnarsi, altrimenti il Mantello ti supporta per 6 mesi, dopodiché la tessera non è rinnovata», spiega Enrico Ribon, gruppo direzione Agire Sociale. «L'obiettivo ora è quello di trovare aziende che accolgano gli utenti in stage formativi. Un servizio importante lo sta offrendo Hera, che oltre a formare i volontari, si è impegnata a formare le famiglie sul risparmio energetico e la lettura della bolletta».

Il Mantello si rivolge sia a famiglie che a singoli, il cui reddito Isee sia compreso tra i 3000 e 10mila euro.

Una fascia difficile da intercettare, «perché spesso si vergognano, non hanno un tessuto familiare che li sostenga», spiega Ara Fernandez, volontaria di Agire Sociale.

La raccolta di beni che è stata fatta lo scorso 29 ottobre presso i centri Coop Le Mura, Il Castello e il Doro ha portato a un ottimo risultato, «inferiore di poco agli 8mila euro e a Coop Alleanza 3.0 va il nostro ringraziamento», afferma Ribon, ma donazioni ne sono giunte anche da realtà produttive territoriali, «Krifi per esempio si è impegnata a donare un chilo di caffè al mese». Per quanto riguarda le donazioni fatte da singoli, Ribon precisa che è meglio prima prendere contatti con la struttura , anche perché «il tentativo è arrivare a una tranquillità nell'approvvigionamento. Si vorrebbe coinvolgere più famiglie per assicurare continuità nella donazione, magari partendo l'anno prossimo, sul modello di Biella dove esiste la realtà Fra’ Galdino, in cui i privati si impegnano a assicurare un certo quantitativo di prodotto ogni mese».

Veronica Capucci

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