La Nuova Ferrara

Ferrara

Lavoro dopo la scuola e non solo A 18 anni non c’è paura del futuro

Desideri e realtà degli studenti di Portomaggiore: «Mancano locali per divertirsi e stare con amici» «Confidiamo negli stage: nelle aziende fanno entrare giovani da affiancare a chi va in pensione»

3 MINUTI DI LETTURA





PORTOMAGGIORE. Una chiacchierata con i diciottenni di Portomaggiore, per capire cosa vorrebbero dal loro paese e che ritengono che manchi, i loro desideri e timori verso il futuro per loro prossimo, fatto di università o ricerca del lavoro. Siamo stati ospitati all'interno dell'istituto di istruzione secondaria "Falcone-Borsellino", e gli studenti della classe V “afm” si sono dimostrati attenti, partecipi e propositivi. Uno dei luoghi di cui i ragazzi sentono la necessità, è un posto dove potersi incontrare, che non sia un bar,magari al chiuso, «così nei giorni piovosi ci si può incontrare invece che andare al parco», afferma sicura e spigliata Clara Lodi, una delle prime studentesse a intervenire. A stretto giro la segue il compagno di classe Lorenzo Bottarti, che ribadisce l'importanza di un luogo dove potersi ritrovare con gli amici, «magari anche infrasettimana, dove sia possibile vedere un film, usare internet e il collegamento Wi.Fi. Sarebbe bello anche un cinema, tempo fa c'era, poi è stato chiuso. Stare al bar non offre niente. Anche un Mc Donald potrebbe essere un punto di ritrovo», un po' come succede a Ferrara, dove la catena americana di hamburger è luogo di ritrovo per gli adolescenti. Tante le proposte emerse tra i vari ragazzi interpellati, e tra loro c'è perfino chi, come Alex Moretti - ma non è l'unico - sente la necessità «di un pronto soccorso».

Dai corsi di lingua orientali come il cinese a corsi di autodifesa, ce n'è per tutti i gusti. Desiré Leoni non ha dubbi, sembra timida ma avanza una proposta interessante: «Servirebbero corsi di autodifesa, soprattutto per donne e anziani. C'è stato un aumento di atti di vandalismo, ed è giusto che la gente sappia difendersi».

C'è anche chi, come Valentina Nigro, propone una sorta di percorso vita nel parco, sul modello di quello che c'è a Ferrara sulle mura. Il compagno Lorenzo le fa notare però che c'era, anche «se sono rimaste solo le sbarre».

In linea generale, i ragazzi lamentano la mancanza di un posto di ritrovo anche serale. Al sabato sera o rimangono a casa per mancanza d'alternative, o devono prendere la macchina per raggiungere altri locali, con conseguenti stati d'ansia per i genitori.

«Al sabato sera si va a Ferrara o a Bologna, un tempo qui c'era un locale, ora non c'è più nulla. Eravamo conosciuti per il locale Exodus. Sarebbe necessario un punto di ritrovo, dove passare il fine settimana senza allontanarsi», affermano.

Ma non c’è solo un pensiero all’evasione, i ragazzi infatti vanno anche oltre il divertimento (pur legittimo alla loro età), ma sentono molto l'esigenza di imparare e crescere dal punto di vista professionale. Imparare dalle imprese attraverso l'alternanza scuola-lavoro, un nuovo modo di concepire la scuola che, introdotta di recente, permette appunto un aggancio al mondo del lavoro: uno stage che non sia solo fatto di portare caffè o fotocopie, ma che dia la possibilità di imparare: «serve la possibilità di imparare qualcosa insieme nel territorio, per avere domani una possibilità di lavoro. Servirebbero corsi di formazione al lavoro».

Jessica Ricci avanza al proposito una riflessione che deriva da un'esperienza personale: «Molte aziende, quando sanno che qualcuno è prossimo alla pensione fanno entrare in azienda un giovane per insegnargli il mestiere, e al termine gli dicono se lo assumono o meno. In questo modo ci sarebbe uno scambio equo, e i ragazzi imparano». Il futuro, a questi giovani prossimi a uscire dalla scuola, appare loro fatto di proseguimento di studi, chi a Bologna, chi a Ferrara, con la prospettiva, tutt'altro rosea, della ricerca del lavoro.

Veronica Capucci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google