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Chiude l’Anno Santo «La nostra comunità ora è più matura»

Chiude l’Anno Santo «La nostra comunità ora è più matura»

Il vescovo Negri ha celebrato il rito per la fine del Giubileo In migliaia sono sfilati sotto la Porta Santa per l’ultima volta

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«Stiamo vivendo un momento solenne e per questo è stato distribuito il mio messaggio, affinché venga portato nelle comunità parrocchiali per farne oggetto di riflessione».

L’arcivescovo Luigi Negri ha esordito con queste parole all’omelia della messa celebrata in cattedrale prima della chiusura della Porta Santa, sottolineata dalla corale di Codigoro.

«Quest’anno santo straordinario della misericordia - ha proseguito - è stato una sfida a tutta la chiesa, non su un particolare, ma sul tema completo della misericordia che è Cristo, in quanto interlocutrice della vita dell’uomo. Un incontro nuovo, quindi, per farci “fasciare” ed “avvolgere” dalla misericordia».

Un tema che l’arcivescovo ha poi sottolineato, non doveva essere affrontato laicamente, ma con un profondo atteggiamento spirituale, in quanto l’uomo con i suoi peccati, si è posto di fronte alla misericordia, che ha assunto il volto della giustizia - indispensabile e necessaria in questo rapporto - ma libero di confermarla o di negarla.

«La nostra chiesa - ha quindi concluso monsignor Luigi Negri - oggi è diventata più matura e non sarà per questo dimenticata perché ha fatto la straordinaria esperienza della riconciliazione». Ha poi ringraziato calorosamente i sacerdoti penitenzieri, particolarmente impegnati con il popolo di Dio che ha risposto numeroso a questa esperienza di liberazione dal male attraverso la confessione conscio del fatto che Dio ora non li abbandonerà più. Dopo la benedizione e aver nuovamente ringraziato questa volta i presbiteri e quei sacerdoti che avevano accettato con entusiasmo e gioia le loro nuove situazioni pastorali - già un segno che l’anno santo della misericordia dava - ha invitato a terminare la messa con il Magnificat.

Si è quindi formata la processione aperta dalla croce, dai fedeli, oltre un migliaio, dai seminaristi e dai sacerdoti e quindi l’arcivescovo ha chiuso ufficialmente la Porta Santa posando le sue mani simbolicamente sulle ante del portone chiuso però all’interno dal sacrestano, mentre le campane suonavano a festa.

Un servizio attivo è stato svolto, come sempre durante le funzioni solenni, dall’Unitalsi che oltre a portare i disabili in prima fila davanti all’altare, ha coordinato attraverso i numerosi volontari presenti la comunione dei sacerdoti.

Anche a Roma contemporaneamente sono state chiuse due Porte Sante, ma per quella di San Pietro bisognerà attendere domenica prossima quando il Papa definitivamente porrà fine a questo straordinario anno della miseric ordia.

Margherita Goberti

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