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Un canale navigabile in mezzo al Po

Un canale navigabile in mezzo al Po

Primo appalto da 600mila euro, i lavori da Revere a Ferrara valgono 10 milioni. L’obiettivo è rendere il fiume sfruttabile 350 giorni l’anno

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FERRARA. Una sessantina di chilometri dividono Revere, nel Mantovano, da Ferrara, e questo vale sia per gli automobilisti che per chi viaggia in barca sul Po. Quest’ultima via di transito, che sarebbe tra l’altro perfetta per trasportare merci in alternativa agli inquinanti Tir, è però aperta solo un centinaio di giorni l’anno per via delle persistenti magre del fiume, e nessuno ci fa davvero conto se non per una gita in mezzo alla natura. A rendere pienamente navigabile per le navi da trasporto della Vª classe europea questo tratto critico del Po, che si aggancia poi con l’Idrovia ferrarese per raggiungere il mare a Porto Garibaldi, ci prova di nuovo l’Aipo, rilanciando un progetto del valore complessivo di oltre 10 milioni di euro. Il primo passo è il bando di gara pubblicato nei giorni scorsi dall’Agenzia interregionale per il fiume Po, con sede a Parma, e che riguarda la progettazione definitiva ed esecutiva dei lavori. Si tratta di un appalto da 631.865,41 euro che scade il 2 dicembre, e attribuirà al vincitore l’impegno di consegnare la progettazione definitiva entro 90 giorni dall’assegnazione, e quella esecutiva in altri 30. Entro aprile-maggio 2017, salvo problemi legali, dovrebbe essere tutto pronto per predisporre la gara d’appalto dei lavori veri e propri, che quindi c’è la speranza di vedere assegnati entro l’anno prossimo.

Gli obiettivi primari del programma «consistono nel creare un tratto di fiume con una cunetta navigabile larga circa 180-200 metri e profonda almeno 3,50 metri per più di 350 giorni l’anno - si legge nel progetto redatto dall’Aipo - Ciò si concretizza concentrando gran parte della portata liquida in un corso principale che viene indirizzato, tramite i cosidetti “pennelli”, in punti definiti di battuta, i quali vengono protetti mediante difesa in geotessuto e pietrame sciolto. In alcuni punti vengono garantiti pure rivoli d’acqua secondari per permettere il corretto pescaggio d’impianti idrovori e per favorire un buon inserimento naturalistico delle opere». Bisogna insomma garantire a navi da 120 metri di lunghezza, con un pescaggio di almeno 5 metri e che spostano 5mila metri cubi d’acqua al secondo per fiancata, condizioni minime di navigazione in grado di rendere credibile la previsione di un passaggio di 1,8 milioni di tonnellate di merci l’anno, cioè 10 imbarcazioni al giorno: con l’attuale stato del fiume, la concentrazione dovrebbe salire a 30 barche, impossibili da reggere per il passante cittadino.

In pratica, è prevista la pulizia delle sponde per 16mila metri quadrati; la posa di 5.300 sacconi di sabbia, di 416mila tonnellate di pietrame e di 20mila metri quadrati di geotessuto; la creazione di una cunetta navigabile con spostamento di 3,1 milioni di metri cubi di sabbia all’interno dell’aveo; interventi di mitigazione ambientale. Lavori molto impegnativi.

Stefano Ciervo

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