I danni da emotrasfusione Ancora 242 i casi ferraresi
I dati 2015 segnalati nel bilancio dell’attività del centro tutela diritti del malato Calano le segnalazioni sulla malasanità: solo 107, mentre 16 anni fa erano 679
Da sempre è dalla parte dei malati, dei loro diritti e soprattutto per aiutarli ad affrontare la malaburocrazia della sanità, quando si ferma qui e non sconfina nella malasanità.
Il Centro tutela diritti del malato (Ctdm) di Ferrara come ogni anno rende noto il proprio bilancio evidenziando che «dall’anno 2000 in cui vi fu l massimo numero di segnalazioni, 679, siamo giunti al 2015 con un totale di 107 segnalazioni, divise in 31 per l’azienda ospedaliera Sant’Anna, 20 per l’azienda Usl e 56 per altri vari enti ed istituzioni pubbliche», anche fuori Ferrara.
La filosofia che muove il Centro, e sintetizzato nella nota, non è quello di cercare giustizialismo a tutti i costi: anzi - spiegano «fornendo informazioni sui problemi che ci vengono segnalate nelle aziende sanitarie ferraresi, ma anche da altre istituzioni pubbliche e private di Ferrara e altre città, continuiamo a sperare che possano aver dato e continuino a dare contributi per migliorare la qualità dei servizi sanitari e sociali e per migliorare i rapporti personali tra utenti ed operatori».
Tra i tanti casi segnalati, e riportati nelle schede del bilancio 2015 del Ctdm, vi sono richieste di assistenza o servizi sanitari di ogni tipo. Ovviamente i casi più gravi, relativi ad interventi chirurgici o dovuti comportamenti dei sanitari, sono ancora sotto valutazione medico-legale, mentre molti dei casi segnalati su reclami, proteste e richieste spiegazioni sono ancora in corso d’opera mentre altri sono chiusi e hanno avuto la soddisfazione degli utenti.
Insomma, basterebbe comunicare, nel minor tempo possibile, le risposte giuste. Poi per quanto riguarda i contenziosi medico-legali quelli hanno sempre una deviazione di altro tipo: dalle cause civili e amministrative a quelle penali. Altro aspetto, infime, su cui il Ctdm ha lavorato e continua a lavorare parecchio riguarda la tutela delle persone danneggiate da emotrasfusione: come si ricorda nei decenni passati, purtroppo sono state migliaia e migliaia in tutta Italia - e anche a Ferrara in parte - le persone infettate dalla trasfusione di sangue.
Le pratiche ancora oggi parte sono 242 che debbono essere seguite per anni -spiegano al Centro - «in quanto l’attesa è molto lunga per ottenere diritto al risarcimento o l’effettivo pagamento o esito di un ricorso». Delle 242 pratiche del 2015, ne sono state chiuse 48, mentre ne restano aperte a fine 2015 ben 194 di ferraresi che ancora oggi sopravvivono dopo le infezioni da trasfusione. E attendono risposte ormai da anni.
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