Oli esausti e rifiuti Regna il caos sul Portocanale
Porto Garibaldi, il servizio non rientra tra quelli ordinari La Regione dovrebbe intervenire con apposita normativa
PORTO GARIBALDI. La questione si trascina da anni e proprio per questo i cittadini chiedono interventi mirati e definitivi sullo smaltimento e abbandono di oli esausti e contenitori (in plastica o in metallo) lungo la banchina del Portocanale. «Quella è un’area portuale, che rientra nel demanio marittimo – spiega Vito Fogli, funzionario di Area – ed i rifiuti in questione sono speciali ed in quanto tali vanno smaltiti secondo determinate regole con tanto di formulario. Non rientra tra i servizi di raccolta urbana dei rifiuti. Sappiamo che la Regione ed Atersir stanno definendo il piano di gestione dei rifiuti portuali, che a Ravenna e a Rimini è già stato adottato». Di tanto in tanto sul Portocanale spuntano bidoni vuoti di olio da motore, ma anche contenitori in plastica di prodotti da cucina o taniche di olio da friggitrice. «Dovremo capire meglio come sta procedendo la Regione – interviene Sergio Caselli, responsabile regionale di Lega Pesca -, perché il coordinamento è regionale, ma prima c’era la provincia e ora sappiamo che verranno coinvolti i Comuni per bandire le gare di gestione. Il passaggio di competenze – aggiunge Caselli – ha complicato le cose e quindi sono necessari ulteriori approfondimenti per capire come devono muoversi i diversi ambiti istituzionali». «Stiamo lavorando in sinergia con la Capitaneria di Porto e con i comuni di Comacchio e Goro – spiegano dal Servizio Ambiente della Regione Emilia Romagna -, per arrivare a chiudere il piano di gestione dei rifiuti portuali entro la fine dell’anno. Si sono svolti numerosi incontri con gli utenti ed i fruitori, perché la materia è complessa ed esula dalla gestione ordinaria dei rifiuti urbani». In sostanza la Regione, una volta sentiti tutti gli attori chiamati in causa sta redigendo la bozza finale del piano di gestione, che dovrà essere calato su entrambi i porti dell’autorità marittima locale. «Il piano è già stato attuato per Cesenatico, Rimini, Cattolica e Ravenna – specifica il Servizio ambiente regionale – e dopo quello di Porto Garibaldi e Goro, l’ultimo porto a dotarsene sarà quello di Cervia». Solo dopo l’emanazione del piano i Comuni potranno bandire le gare di gestione. Il sistema dell’abbandono dei rifiuti purtroppo grava sugli Enti Locali, tenuti sistematicamente ad intervenire con servizi di recupero straordinari. Le telecamere mobili ad infrarossi potrebbero sradicare il fenomeno, che non va attribuito solo ai proprietari di imbarcazioni, ma anche a chi pensa di disfarsi di oli residui di fritture da ristorante.
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