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Una casa senza strade «Siamo intrappolati»

Una casa senza strade «Siamo intrappolati»

Pontelangorino, l’incubo di una famiglia costretta a percorrere chilometri a piedi «Abbiamo una bambina piccola, non sappiamo più come fare»

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PONTELANGORINO. È un sogno di tanti quello di vivere in aperta campagna, a contatto con la natura. Per Daria Pozzati e per la sua famiglia il sogno si è purtroppo tramutato in incubo. Due anni fa l’unica strada di collegamento tra l’abitazione, immersa nella campagna di Pontelangorino ed il centro abitato è stata sbarrata, a seguito di una sentenza del Tribunale di Ferrara. Da allora Daria, il suo compagno e la figlioletta, per uscire di casa e farvi ritorno, sono costretti a percorrere uno stradello tracciato dai trattori. «Quando piove, come è avvenuto ieri – racconta amareggiata la donna – neppure i trattori riescono a passare. Il terreno è argilloso e questa mattina il mio compagno, che aveva dimenticato l’auto in garage, ha dovuto raggiungere a piedi la strada principale, per poi farsi accompagnare al lavoro da un collega». L’odissea per la famiglia di Pontelangorino comincia ogniqualvolta pioggia o neve trasformano l’unico sentiero percorribile in un pantano. Nei pressi dell’abitazione di Daria vi è un’altra casa, disabitata, ma la proprietaria ha negato il permesso ad utilizzare un secondo stradello, più agevole, per raggiungere il centro abitato. La vicenda è finita in un’aula di giustizia, «Ma abbiamo perso la causa – dichiara Daria – e non abbiamo fatto appello, perché non abbiamo più forze economiche per procedere in secondo grado. Noi pensavamo di vincere e invece non è andata così». Al disagio della famiglia di Pontelangorino si sommano anche rischi non di poco conto, perché anche i mezzi di soccorso, al pari delle autovetture, non sono in grado di raggiungere l’abitazione, che resta di fatto isolata dal mondo intero, in caso di pioggia. «La scorsa settimana – ricorda Daria – sono stata male e sono stata trasportata in codice rosso all’ospedale, ma abbiamo dovuto andare incontro all’ambulanza sino in paese. Soffro di tachicardia. Mentre il compagno vive nella cascina di campagna da dodici anni, Daria lo ha raggiunto 5 anni fa, ma solo da due anni, ossia da quando l’altro stradello di accesso è stato sbarrato, va avanti il calvario. «Il sindaco di Codigoro ci ha ascoltati e anzi ringraziamo il Comune perché ha cercato di aiutarci, ma abbiamo scoperto che non può fare nulla, perché il giudice ha dato ragione alla proprietà, sostenendo che esiste un altro stradello, che però è in condizioni disastrose dopo una pioggia». Per consentire alla bimba di andare a scuola regolarmente, Daria è costretta a lasciare l’auto in fondo allo stradello e percorrere a piedi due chilometri (andata e ritorno), lungo l’insidioso percorso campestre. L’abitazione risulta costruita poco più di un secolo fa, nel 1914, ma come rileva Daria «se è stato rilasciato un permesso di costruire, ci sarà pur stato anche un modo per uscire». Insomma la vicenda è ingarbugliata, perché se per un verso il Comune è solidale con la famiglia e sta cercando di trovare una soluzione per ovviare a tutti i disagi, hanno tuttavia preso il sopravvento diritti ed interessi correlati alla proprietà privata, ribaditi da una sentenza. «Sin tanto che è stato in vita il vecchio proprietario – conclude Daria – il problema non si è mai posto. I nostri disagi sono cominciati solo due anni fa, dopo che lui è deceduto». Dalla prossima settimana Daria comincerà a lavorare in un insediamento produttivo del territorio e dovrà lasciare la figlia a dormire dalla nonna, per non fare tardi.

Katia Romagnoli

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