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«Berco, ora vogliamo i fatti»

Lodi, segretario Fiom-Cgil invita l’azienda a entrare nel merito

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COPPARO. «Da oggi (l’incontro è fissato alle 10 ad Unindustria Ferrara) vogliamo iniziare a raccogliere qualche frutto ovvero iniziare a discutere nel merito ovvero del piano industriale, degli esuberi, degli incentivi alla mobilità volontaria (l’azienda pare disposto a mettere sul piatto una cifra pari a 18 mensilità pari all’incirca a 25 mila euro ritenuta inaccettabile dai sindacati) e di contratti di solidarietà ed ammortizzatori sociali ovvero gli argomenti che abbiamo sottolineato nel documento che come sindacati abbiamo consegnato all’azienda». Samuele Lodi, segretario provinciale Fiom-Cgil ha esaurito il bonus di pazienza nei confronti del management Berco visto che dopo cinque incontri la trattativa è ancora ferma al palo. «La procedura di mobilità che prevede 365 licenziamenti di cui 331 per la fabbrica di Copparo e 34 per quella di Castelfranco Veneto è sospesa e nessuno ci fa fuoco ma è chiaro che così non si può andare avanti. Abbiamo anche convocato una serie di assemblee con i lavoratori che si svolgeranno in fabbrica martedì 22 novembre. I lavoratori giustamente ci chiedono conto della situazione». L’azienda ha fatto presente ai sindacati che la crisi dei mercati continuerà anche quest’anno con particolare riferimento a quelli asiatici e americani e la ricetta è quella di esternalizzare il più possibile soprattutto nei reparti magazzino, spedizioni e logistica oltre alla portineria. «Noi – dice Lodi – ribadiamo che gli esuberi sono troppi e va salvaguardata l’occupazione in alcuni reparti quali la logistica e in particolare nelle manutenzioni. Occorrono anche ammortizzatori di lungo periodo e il ricorso ai contratti di solidarietà piuttosto che alla cassa integrazione straordinaria». Intanto c’è da ricomporre la rottura tra la Fismic e la Uil con Alberto Finessi, coordinatore nazionale per la siderurgia della Fismic intenzionato a proporre di trasferire la trattativa in sede ministeriale.

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