«L’impresa al centro dei progetti»
Il direttore Diego Benatti anticipa i temi dell’assemblea annuale della Cna
Sabato 19 novembre, a partire dalle 9,30, in via Caldirolo, si tiene l’assemblea annuale della Cna, momento culminante delle celebrazioni per il 70° anniversario dell’Associazione, ma soprattutto l’occasione per mettere in fila una serie di temi strategici che stanno a cuore all’Associazione.
Qual è il nucleo della proposta che Cna rivolge alle istituzioni e alle forze economiche ferraresi, in una fase nella quale, seppure in presenza di alcuni dati positivi, le piccole e medie imprese paiono ancora lontane da una vera ripresa?
«Il nostro obiettivo - sostiene il direttore provinciale dell’Associazione Diego Benatti - è di mettere al centro delle politiche economiche e di sviluppo, a tutti i livelli, l’impresa. Anzi, il nostro motto è: «Dare più energia all’impresa», perché vogliamo aiutare le imprese a guardare avanti, per risollevarsi dalla lunga crisi, della quale hanno pagato i prezzi più salati in questi anni. Sappiamo quanto sia difficile tutt’ora fare impresa, per motivi già largamente noti: dal livello esorbitante raggiunto dal prelievo fiscale, anche a livello locale, alla burocrazia, dalla scarsità di credito e risorse alla difficoltà ad accedere a nuovi mercati, innescando i processi di innovazione oggi indispensabili. E, tuttavia, siamo convinti che la depressione non paghi, che sia importante infondere fiducia a guardare a quello che si può e si deve fare per sostenerne il rilancio economico».
L’intervento del direttore della Cna sulla Nuova Ferrara, qualche mese fa, servì a sollecitare la necessità riprendere le redini dello sviluppo, dando luogo ad una ripresa della concertazione attraverso il tavolo provinciale dell’economia.
«L’avvio del confronto è stato indubbiamente un fatto positivo – sottolinea Benatti – Bisognerà accelerare sui diversi temi e progetti individuati, per arrivare a scelte e politiche condivise. Soprattutto, è doveroso assumere decisioni coerenti con la necessità di supportare le imprese oggi, non in tempi indefiniti, perché è ora che le imprese ne hanno bisogno. E’ questo che diremo ai rappresentanti delle istituzioni presenti alla nostra Assemblea e alle forze economiche e politiche. Questo significa, per noi, delle cose molto precise: rendere meno difficile il lavoro delle imprese, favorire l’innovazione, attraverso politiche mirate e incentivi e alimentando saperi e competenze, attraverso un processo formativo più consono alle esigenze delle Pmi. Ma, soprattutto, immettere carburante, vale a dire meno tasse anche a livello locale, meno burocrazia. Non si sfugge a queste scelte, se vogliamo che le pmi siano in grado di produrre nuova ricchezza e lavoro per il nostro territorio. E, anche, più credito: elemento strategico in questa fase, per altro di difficile reperimento per le pmi che, come dimostra una recente indagine regionale Prometeia, sono il soggetto economico più penalizzato dal sistema bancario negli ultimi anni. Più risorse, dunque, per investimenti e innovazione, anche attraverso il rifinanziamento dei Confidi. Servono scelte coraggiose e lungimiranti, in grado, appunto, di liberare aree di mercato e di arricchire la gamma dei servizi ai cittadini. Vorremmo aiutare il sistema locale a farle, per aprire una nuova fase portatrice di migliori opportunità, soprattutto per i giovani ».
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