Padre e figlio rapinatori, i colpi con la stessa auto
Arrestati da polizia e carabinieri per Sabbioncello e Pontegradella, appello degli inquirenti: hanno colpito ancora
FERRARA. Hanno rapinato poco più di 2000 euro alle vittime di turno, in ben 4 rapine distinte. Padre e figlio erano una piccola banda sgangherata e pasticciona, ma non meno pericolosa di tante altre, che metteva a segno rapine a volto scoperto, con la stessa auto che avevano in uso, ricorrente nei 4 colpi, e che scappando ne alzavano il portellone posteriore per celare la targa.
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Hanno seminato paura da giovedì scorso a lunedì mattina, ma adesso sono in carcere. Per solo due dei colpi messi a segno, quello di domenica pomeriggio al circolo Arci di Sabbioncello, l’altro lunedì mattina ad un negozio di alimentari di Pontegradella.
I nuovi rapinatori alla ribalta sono padre e figlio, Alessandro e Manuel Casaroli, 53 e 30 anni, ferraresi di origini e frequentazioni (non certo eleganti e raccomandabili), con casa a San Pietro in Casale, che dividono cognome e tanto altro, nelle loro vite piene di guai e di droga. Per queste due rapine la pm Barbara Cavallo sulla base dei riscontri raccolti dalla squadra mobile della polizia e dai carabinieri di Copparo ha firmato due fermi di polizia (provvedimenti di arresto che scattano dopo la flagranza).
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Ora padre e figlio, detenuti all’Arginone, nei prossimi giorni dovranno comparire davanti al giudice che dovrà convalidare il provvedimento, o valutare altro alla presenza del difensore di entrambi, l’avvocato Alberto Bova che spiegava ieri l’estrema difficoltà - che non giustifica affatto quanto contestato - in cui padre e figlio e le loro famiglie vivono. Due persone disperate che diventano rapinatori, pericolosissimi - ribadiscono gli inquirenti - perché i più imprevedibili e sappiamo cosa possono fare (vedi alla voce omicidio Tartari). Padre e figlio hanno precedenti per rapine, sono in libertà usciti dal carcere da poco più di un anno, entrambi “tossicodipendenti” e in queste condizioni, hanno pensato bene di portare sulla scena la loro banda balorda.
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Domenica pomeriggio si sono presentati a Sabbioncello, a viso scoperto, dentro il Circolo Arci: Manuel va verso il bancone, prende un caffè, il padre resta in mezzo alla sala. Dopo il caffè minaccia e rapina la barista: ma prima si infila il passamontagna, per non farsi riconoscere. Così come il padre che rapina i tre pensionati, i clienti, dei portafogli (bottino 100 euro in tre). Poi lA fuga su quell’auto una Lancia Musa ricorrente nelle rapine, di cui testimoni prendono la targa.
Tra la rapina di Sabbioncello e quella di lunedì mattina a Pontegradella c’è un buco che loro riempiono scappando dalla casa di San Pietro in Casale, dove nel frattempo i carabinieri sono già andati per una perquisizione. Dunque sanno di essere braccati, gli inquirenti sono arrivati a loro. Sempre più fuori controllo (droga? e altro) il padre lunedì mattina rapina il negozio di alimentari di Pontegradella: 250 euro il bottino poi la fuga con quel portellone aperto, sperando di non far leggere la targa, già registrata a Sabbioncello. Padre e figlio si rifugiano in una casa di un pregiudicato ferrarese, qui in città, in via Corta, zona Borgo Punta.
Qui Polizia e carabinieri, gli uni all’insaputa degli altri (anche se ieri gli inquirenti hanno elogiato intesa e collaborazione tra loro in questa operazione) trovano l’auto parcheggiata sotto la casa. Li attendono e li arrestano. Tanti i riscontri: le banconote con tagli da 10 e 20 euro rapinate a Pontegradella (già spese in parte, rimasti 110 euro dei 250, spesi per la droga in poche ore), il coltello da cucina usato per la rapina di Sabbioncello ma la pistola usata a Pontegradella non si trova. Riscontri che al momento bastano.
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A tenerli in carcere. Mentre le altre due rapine, formalmente, non vengono contestate. Ieri gli inquirenti comunque confermavano genericamente che la banda Casaroli ha messo a segno «almeno un altro paio di colpi», senza specificare quali. Sono le rapine al market Dpiù di Poggio Renatico e quella al forno Albertin di via Mortara in città. Da quanto si è appreso, gli inquirenti, nei due distinti casi i carabinieri di Cento e quelli di Ferrara, hanno già raccolto riscontri ed elementi e chiederanno a breve un ordine di carcerazione per queste rapine: perchè tutto coincide anche in questi due colpi, un anziano e un giovane, in azione, a volto scoperto, con un cappellino, occhiali da sole.
E poi l’auto ricorrente, la Lancia Musa. Insomma, sono loro, non possono che esser loro i due rapinatori sgangherati e disperati. Ed è quasi ovvio dire che è un bene che polizia e carabinieri, insieme, li abbiano fermati subito. Prima che...
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