Prova di forza a Ficarolo per 15 profughi in albergo
Il titolare comacchiese: «Requisita la struttura, peggio di così non poteva andare» Ieri l’arrivo dei migranti scortati da spiegamento di polizia, carabinieri e finanza
COMACCHIO. L’arrivo di 15 profughi all’hotel Lory di Ficarolo (nel Rodigino), ieri mattina ha posto fine al braccio di ferro che si protraeva da un paio di settimane tra il titolare, Luigi Fogli, 79enne originario di Comacchio ed il prefetto di Rovigo Enrico Caterino. «Peggio di così non poteva andare, mi ci voleva solo la cassa da morto – ha commentato sarcastico Fogli -. Mi è stato requisito tutto l’albergo, ma continuo a ripetere che questo non è un ostello di proprietà pubblica, è una struttura privata». L’uomo, che il primo novembre scorso, dopo la notifica dell’atto di requisizione dell’albergo, aveva annunciato l’intenzione di volersi far trovare incatenato all’ingresso all'arrivo dei profughi, è stato invece colto di sorpresa ieri mattina «da uno spiegamento di forze dell’ordine mai visto - ha dichiarato -. I 15 profughi sono arrivati scortati da pattuglie di Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Vigili del Fuoco, pronti ad intervenire sulle serrature delle porte, qualora mi fossi opposto a farli passare». Il tira e molla con la prefettura di Rovigo andava avanti dal 29 ottobre scorso, dopo un’accesa seduta straordinaria del Consiglio Comunale di Ficarolo, convocata dal sindaco Fabiano Pigaiani, che aveva invocato il rispetto dell’accordo siglato tra l’Anci e il Ministero dell’interno, «per l’accoglienza di 3 profughi ogni mille abitanti». Un ulteriore tentativo di mediazione in Prefettura sarebbe fallito nella mattinata di sabato scorso, perché a detta dell’albergatore di Ficarolo «il prefetto è rimasto sulle sue posizioni. Ha ricevuto solo il sindaco, mia figlia ed il mio avvocato. Noi in quella occasione ci siamo resi disponibili ad accogliere 12 profughi, solo se fosse stato ritirato l’atto di requisizione per tutto l’albergo». L’atto non è stato ritirato e Fogli ha promesso di proseguire la propria battaglia legale. Lui che è titolare dell’albergo, ma anche dell’annesso ristorante e del night club “Rimmel”, parla di Comacchio come «la città più bella del mondo», pur avendola lasciata nel 1967, per sposare una ragazza di Quatrelle e ora è convinto che le sue aziende possano subire il tracollo. «Ci sono già delle disdette rispetto alle camere prenotate – esclama Fogli – e questa è una rovina. L’albergo così è già chiuso». L’albergatore non si dà pace e mentre i 15 profughi, assistiti da una cooperativa di Rovigo occupano quattro stanze dell’Hotel Lory, ribadisce che i suoi legali di fiducia stanno studiando le mosse future, a tutela della proprietà privata, che ritiene violata da un provvedimento illegittimo. I profughi arrivati nell’albergo di Ficarolo ieri mattina, provengono dal residence “Borgo Fiorito” di Cavanella di Po. C’era attesa per il nuovo incontro in prefettura a Rovigo per domani, ma evidentemente è stata studiata un’azione anticipata, quella che Fogli equipara ad “un blitz”. L’uomo comunque ha trascorso la notte nel suo albergo: «Resto qui dentro. Non ho nessuna intenzione di allontanarmi – ha confermato Fogli – e vedremo da domani come muoverci».
Katia Romagnoli
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