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San Giorgio, il programma del trasloco

San Giorgio, il programma del trasloco

Il trasferimento a Cona della Riabilitazione sarà concluso entro l’autunno del 2017, da sabato i primi spostamenti interni

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Il trasferimento a Cona dell’unità di Riabilitazione San Giorgio - previsto entro l'autunno del 2017 - non è solo legato a un uso oculato delle risorse disponibili, ma porta con sè altri aspetti non meno importanti relativi ai pazienti e al miglioramento delle condizioni di degenza. Modalità e obiettivi del trasloco sono state illustrate ieri all'ospedale di Cona dal direttore generale Tiziano Carradori, dal direttore sanitario Eugenio Di Ruscio, dall'ingegnere Paolo Chiarini, da Lucia Giorgetti dell’ufficio tecnico e dal professor Nino Basaglia, direttore del San Giorgio.

Già da sabato prossimo partirà la prima fase del trasloco con una serie di trasferimenti che coinvolgeranno reparti del primo, secondo e terzo piano. Si inizia il 19 novembre con il trasferimento dei pazienti della Pneumologia, della Cardiologia II e della Medicina Interna Ospedaliera (Mio) II, si proseguirà il 25 novembre con la Mio-Gastro, il 2 dicembre con Medicina d'Urgenza e Chirurgia d'Urgenza, il 7 e 9 dicembre con Neurologia e Chirurgia Vascolare, il 12 dicembre con la Neurochirurgia, il 17 dicembre con la Medicina Interna Universitaria (Miu) e Clinica Medica. Saranno inoltre incrementati i posti letto della Medicina d'Urgenza-Emergenza da 14 unità più 6 di Osservazione breve intensiva (Obi) a 23 più 6 di Obi, della Chirurgia d'Urgenza da 10 a 17 posti letto e dell’Anestesia e Rianimazione da 6 a 8 posti letto. Le Chirurgie polispecialistiche scenderanno invece da 31 a 29 posti letto mentre Pneumologia passerà temporaneamente da 23 a 20 posti.

«Manterremo il nostro nome - ha subito precisato Basaglia - avremo almeno tre ingressi che faciliteranno l'accesso al reparto di degenza e alle palestre, fra il piano terra e il primo piano dell'ingresso 1. Soprattutto, non ci sarà più la necessità di utilizzare le ambulanze per trasportare i nostri circa 80 ricoverati (tra cui 5-6 particolarmente gravi), quando devono sottoporsi ad esami particolari (radiologici, tac, risonanze ecc). L'unico punto critico, che peraltro sembra già superato, sarà la convivenza tra una struttura riabilitativa, che ha sempre usufruito di uno spazio a sé, con un settore acuti».

Basaglia ha sottolineato che il San Giorgio non si prende in carico solo il paziente che necessita di degenze molto lunghe, di personale specializzato e luoghi adatti alla socializzazione e reinserimento, ma anche delle famiglie. «Soluzioni in questo senso sono state comunque trovate - ha proseguito - poiché tutta l'attività degli ambulatori di primo livello ovvero a cui si accede con le impegnative del medico di base, sarà spostata al vecchio S. Anna dove prima c'era l'ostetricia. Saranno a disposizione due medici e 10 fisioterapisti. A Cona inoltre troveremo già le aule didattiche, i depositi per il nostro materiale e persino la chiesa, tutto spazio da condividere». Dopo la descrizione del nuovo assetto sanitario e assistenziale, il direttore generale Tiziano Carradori ha affrontato quello freddo delle cifre: «San Giorgio ci costava 4 milioni e 700 mila euro l'anno, con il trasloco riusciremo a risparmiare circa 1 milione e 100 mila euro all'anno. Il Centro riabilitativo attualmente occupa 6500 mq, con lo spostamento ne avrà a disposizione 5700 a cui si aggiungono però gli ambulatori all’ex Sant’Anna, i depositi qui a Cona, le aule didattiche e la chiesa, quindi non si rinuncia a nulla. Inoltre fra i costi emergenti di 120 mila euro e l' ammortamento di 3 milioni e 700 mila euro, nei 33 anni previsti di mutuo risparmieremo in totale 23 milioni. Sono infine previsti circa 350 nuovi posti macchina nei nostri parcheggi e un migliore servizio del trasporto pubblico entro il comple del trasferimento programmato per la fine dell'estate 2017». Il progetto prevede inoltre il rifacimento completo dell’impiantistica nei blocchi dell’Area Accoglienza destinati a palestre, ambulatori e studi medici. Qui inoltre si realizzeranno linee di distribuzione di gas medicali, attualmente sprovvisti dell’impianto. Nei blocchi destinati a degenze si adegueranno tutti i servizi igienici così da garantire l’accessibilità dei servizi sostituendo lavabi e Wc e installando opportuni maniglioni e corrimano.

Le aree di intervento saranno interessate da modifiche impiantistiche diffuse, mentre nel laboratorio per l’analisi del movimento (Lam) è previsto un sistema di telecamere ad alta tecnologia e di celle di carico a pavimento per il rilevamento di dati medici.

Margherita Goberti

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