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la seduta del consiglio

Tensione sul Patto di cittadinanza

Tensione sul Patto di cittadinanza

La maggioranza rischia sul documento per i richiedenti asilo

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ARGENTA. Fermo restando che il gruppo Argenta Rinnovamento, non avrebbe fatto dietrofront, il gruppo del Partito democratico, per raccogliere il consenso dei due consiglieri M5S ha rischiato una spaccatura interna sull’ordine del giorno per il Patto di Cittadinanza per i richiedenti asilo. Leonardo Fiorentini, infatti, si è opposto alla modifica del documento presentato dallo stesso gruppo di maggioranza. Alla fine, il consigliere pd che è anche segretario dei democratici argentani, ha votato comunque a favore ma i dissapori sono stati sotto gli occhi di tutti. Tanto è successo lunedì sera in consiglio comunale ad Argenta. I consiglieri di maggioranza Luca Simoni e Liviana Pambieri, hanno presentato un ordine del giorno perché il sindaco Antonio Fiorentini si impegni perché sia sottoscritto un "Patto di Cittadinanza" assieme al volontariato argentano per i richiedenti lo status di rifugiato. Inoltre, che s'intensifichi le buone prassi culturale sull'integrazione e sulla pace ma anche «per introdurre nella nostra legislazione un sistema di incentivi per i Comuni che ospitano dignitosamente i richiedenti asilo e viceversa disincentivi per tutti quei territori che al contrario rifiutano l'accoglienza». Ed è su questo punto che si è rischiata la spaccatura nella maggioranza. Tutto nasce quando Luca Bertaccini (M5s) pur concordando sui primi due punti, non avrebbe votato l'ordine del giorno se non si fosse tolta la parola “disincentivi” ritenuta una forzatura che crea Comuni di serie A e B. Leonardo Fiorentini (Pd) nel giustificare l'ordine del giorno, oltre a ricordare che le migrazioni non sono di oggi ma sono un fatto storico e che va governata mentre nel caso Gorino, ha precisato che "non ha avuto una guida intelligente", sulla questione disincentivi, ha rinforzato il concetto preferendo multe. Di tutt'altro parere l'Azzalli «contraria a ogni sistema di incentivi e peggio ancora, di disincentivi - ha detto -. Ogni sindaco ha il dovere di tutelare la propria comunità e se le condizioni per una accoglienza dignitosa non sussistono, sbaglierebbe ad accogliere, al solo fine di incassare un incentivo, così come sbaglierebbe lo Stato a penalizzare un Comune che decide di non accogliere, perché ritiene di non poter offrire le condizioni minime necessarie. Quello che si prospetta - ha detto l'Azzalli - è un vero e proprio ricatto». Dopo le precisazioni dell’assessore Samuela Pamini che pur dichiaratasi favorevole al Patto di cittadinanza ma che sugli "incentivi/disincentivi" non può essere il sindaco a decidere, Luca Simoni, anche con gli sguardi d'assenso del sindaco, si è dichiarato disponibile a tagliare solo la parola "disincentivi". E mentre l'Azzalli è rimasta ferma sul voto contrario e Leonardo Fiorentini ha detto «mi oppongo», la presidente chiama al voto che risulterà con 12 favorevoli (Pd, compreso Leonardo Fiorentini indispettito, ed M5S) contro i 3 consiglieri di Argenta Rinnovamento. (g.c.)

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