Italo ferma e rilancia «La nostra offerta potrebbe ampliarsi»
Govoni (Camera commercio): i nuovi collegamenti sono un’opportunità che il territorio deve saper sfruttare
L'Alta velocità di Italo dall'11 dicembre fa stop in città, una fermata tutta ferrarese che non è un esperimento né una scommessa bensì un traguardo attentamente meditato, destinato a rimanere a lungo. «Noi non rischiamo senza aver fatto i conti prima. A Venezia arriviamo dal 2012, non è una linea nuova: Ferrara finora la salutavamo dal finestrino, ora sbarchiamo molto ottimisti. Chi non è mai stato qui, anche solo in gita scolastica?», chiede Francesco Fiore, direttore strategie e sviluppo di Italo. L'ultimo ostacolo è caduto di recente: il marciapiede dei binari 3 e 4 è stato alzato e così i treni di Montezemolo potranno far scendere i passeggeri in tutta comodità. Utenti in crescita, si sono superati i 10 milioni all'anno.
«Per noi è un periodo positivo, non era così all'inizio. E a fine 2017 aumenteremo la flotta da 25 a 37 vetture: Ferrara sarà sempre più servita, c'è possibilità di ampliare l'offerta», spiega Fiore. In Camera di Commercio ci si lecca i baffi, l'occasione è ghiotta, se ci si dimostrerà all'altezza ovviamente. «Un territorio moderno ed efficiente si riconosce anche dal livello delle proprie infrastrutture - sostiene Paolo Govoni, presidente dell'ente camerale -. L'avvicinamento dei territori genera ricchezza purché, e voglio sottolinearlo con forza, questi stessi territori siano capaci di dar vita a una strategia di ampio respiro». Intanto la città elabora il tutto come un riconoscimento importante e un "upgrade" c'è, eccome.
Tiziano Tagliani ci scherza su, «sono frequentemente sollecitato a rivolgermi ad attori nazionali: almeno uno ci risponde». Per il sindaco e presidente della Provincia «Italo ci dà un segnale di fiducia, è un volano per fare di più: Ferrara è al centro di un percorso di viabilità importante tra altri siti Unesco e il Delta, abbiamo recuperato le presenze turistiche perse dopo il sisma. Vicino alla città ci sono la Cento delle piccole e medie imprese comunque dinamiche e l'investimento massiccio di Bonifiche Ferraresi».
L'Italia del nord-est è strategica per Italo, «sarà sempre più partecipe dell'incremento dei ricavi», dice il direttore vendite Marco De Angelis. La macchina (o meglio, la carrozza) è in moto: già sondati i canali delle agenzie di viaggio locali e presto partirà il progetto Italoimprese con facilitazioni per le realtà produttive. I costi dei biglietti? «Da Ferrara a Roma-Termini si va dai 23 euro e mezzo in su. Siamo in media più concorrenziali del 7% rispetto al competitor». Anche la Regione benedice: «Sono convinto che sarà un successo - prevede l'assessore ai trasporti Raffaele Donini - in un territorio che vive uno sviluppo infrastrutturale, anche ferroviario e idroviario. In tutto questo non dimentichiamo i pendolari: noi potenziamo i servizi regionali, aprendo la Portomaggiore-Dogato».
Fabio Terminali
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