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stamattina convegno al sant’anna

Migranti, allerta infezioni «Ritornano malattie estinte»

Si parlerà della situazione socio-sanitaria dei migranti nel nostro Paese nel corso del convegno "Le malattie infettive del migrante e del viaggiatore", giunto alla sua quinta edizione, che si terrà...

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Si parlerà della situazione socio-sanitaria dei migranti nel nostro Paese nel corso del convegno "Le malattie infettive del migrante e del viaggiatore", giunto alla sua quinta edizione, che si terrà a partire dalle 8 di stamattina all’ospedale di Cona, organizzato da Carlo Contini, direttore dell'Unità operativa complessa di Malattie infettive universitarie di Unife. «In Italia, negli ultimi vent'anni, la popolazione immigrata è cresciuta di quasi 20 volte, subendo, nell'ultimo decennio, un incremento pari a oltre il 150%, con rilevanti differenze tra le regioni - afferma Contini - Al patrimonio di salute dell'immigrato che appariva giovane, forte, con maggiore stabilità psicologica e spirito d'iniziativa e quindi più sano (effetto migrante sano), si è contrapposto, al suo arrivo in Italia o in altri paesi ospitanti, un patrimonio che si sta dissolvendo sempre più rapidamente (effetto migrante esausto), per malessere psicologico, mancanza di lavoro e reddito, degrado abitativo, assenza di supporto familiare. In tale contesto - prosegue Contini - anche le malattie infettive, pur non preponderanti tra le patologie del migrante, rappresentano un importante focus del fenomeno migratorio, anche se spesso identificano il migrante quale untore da bonificare e da cui difenderci. E' innegabile che l'emergere di nuove patologie infettive e la ricomparsa di altre che sembravano destinate a ridursi o ad estinguersi, rappresentano argomenti attuali nella società in cui viviamo». Il rischio di contrarre la tubercolosi è pari a 10-15 volte in più tra gli immigrati rispetto alla popolazione italiana, per la fragilità sociale legata al processo migratorio e al paese ospitante; l'infezione da Hiv evidenzia un costante e rapido aumento nel tempo dei casi notificati in stranieri, con un tasso di incidenza di quasi 4 volte superiore a quella italiana. A questa si aggiungono le altre malattie sessualmente trasmesse, facilitate anche dalle condizioni di sfruttamento sessuale cui sono sottoposte donne e uomini immigrati.

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