La Nuova Ferrara

Ferrara

Pronto soccorso, Cona tra i più rapidi

Pronto soccorso, Cona tra i più rapidi

Il 96% degli utenti esce in meno di 12 ore. È troppo? In Emilia meglio solo Bufalini e Rizzoli. Codici bianchi, 1 ogni 10 accessi

3 MINUTI DI LETTURA





La prossima volta che capita di passare mezza giornata al Pronto soccorso, invece che lamentarsi e inveire contro la malasanità bisognerà considerarsi fortunati. Secondo Agenas, l’ente che analizza il sistema sanitario nazionale per conto del ministero della Salute, uscire da una struttura d’urgenza ospedaliera meno di 12 ore dopo esserci entrati è un indice di buona efficienza, condizione nella quale si trovano tutti i Pronti soccorso del nostro territorio, perfino quello sempre piuttosto intasato del Sant’Anna di Cona. I dati messi a disposizione dalla stessa Agenassono stati utilizzati dall’Espresso per costruire una strumento di confronto tra le Medicine d’urgenza a livello nazionale, che, come si vede dal grafico, colloca il Sant’Anna in una posizione medio-alta tra le strutture italiane. Su di un numero elevato di accessi, 64.537 in un anno, il 96% dei casi è chiuso entro le famose 12 ore, una soglia peraltro che secondo la letteratura internazionale dovrebbe essere abbassata a 4-6 ore. È comunque di un certo rilievo il fatto che il 2% degli accessi si concluda, addirittura, oltre le 24 ore: si parla di oltre mille casi, evidentemente quelli che si concludono con un ricovero. Un altro 2% di accessi vengono risolti tra le 12 e le 24 ore.

Il Sant’Anna è il Pronto soccorso meno rapido del territorio, compreso quello di Comacchio che lavora solo d’estate. All’ospedale del Delta di Lagosanto su 24.953 accessi annuali, la percentuale di dimissioni entro le 12 ore è sempre al 97% ma “solo” l’1% resta lì dopo le 24 ore. Ad Argenta e Cento, rispettivamente con 12.529 e 18.238 accessi all’anno, il 100% dei casi si risolvono entro le 12 ore. Guardando fuori dai confini provinciali, è il caso di annotare che la struttura di Santa Maria Madalena con 5.549 accessi mostra macro-dati sostanzialmente uguali a quelli del Sant’Anna, anche se a fare la differenza per molti pazienti sta nell’articolazione all’interno della categoria “entro 12 ore”: non è la stessa cosa restare dentro per quasi mezza giornata o cavarsela con 4-5 ore. Tra i grandi ospedali emiliano-romagnoli, solo il Bufalini di Cesena e il Rizzoli di Bologna hanno indici migliori del Sant’Anna. Può essere sorprendente scoprire che il Pronto soccorso più efficiente d’Italia, misurato con questi parametri, è il Santo Bono di Napoli, a zero per quanto riguarda attese oltre le 12 ore, che divide il primato con la Medicina d’urgenza dell’ospedale di Perugia; dall’altro capo del grafico c’è l’Annunziata di Cosenza, con il 23% degli accessi che non si erano ancora conclusi dopo 24 ore dall’apertura.

Un dato da incrociare con quello dei tempi di attesa è l’appropriatezza degli accessi. I codici bianchi, cioè i pazienti che non avrebbero dovuto andare al Pronto soccorso perché la loro patologia si è poi rilevata molto lieve, sono un numero piuttosto elevato a Cona: il 10% del totale, con un 2% di codici rossi, cioè situazioni di rischio per la vita. Al Delta, per restare nella nostra provincia, i bianchi calano all’8% del totale, mentre i codici rossi salgono al 4%, il che significa complessità e quindi tempi di trattamento maggiori. È il San Camillo a mostrare un boom di accessi per patologie molto lievi, addirittura il 32%, tipicamente i piccoli inconvenienti da spiaggia, mentre è ad Argenta che si concentra la quota maggiore di accessi inappropriati: il 14%.

Stefano Ciervo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google