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Sparisce per tre giorni Trovato in giro in bici

Un uomo di 47 anni si era allontanato da casa e non dava più sue notizie La madre si è rivolta ai carabinieri. In serata rintracciato in stato confusionale

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ARGENTA. Era sparito da tre giorni. Poi, ieri sera, il colpo di scena: Volodymir Asafii, ucraino di 47 anni, che vive nelle campagne tra Argenta e Bando e che non dava sue notizie da lunedì pomeriggio, è stato rintracciato e soccorso dai carabinieri, mentre in bici percorreva la provinciale tra Portomaggiore e Bando. Erano circa le 18 quando una donna, in sella alla sua bicicletta, ha incrociato quell’uomo alto e molto robusto, che sembrava frastornato e che stava percorrendo in bici la sua stessa strada. La donna, preoccupata, lo ha seguito per un breve tratto, poi ha telefonato al 112: in pochi minuti sul posto è arrivata un’auto della compagnia dell’Arma di Portomaggiore. I militari hanno fermato con il maggior tatto possibile il ciclista, l’hanno identificato e quindi lo hanno accompagnato in caserma.

Volodymir Asafiiha era scomparso lunedì pomeriggio. Di lui si erano letteralmente perse tutte le tracce e sulla sua scomparsa erano in corso le indagini da parte dei carabinieri - coordinati dal comandante della compagnia di Portomaggiore, il capitano Marco Uguzzoni - che stavano vagliando tutte le possibili ipotesi, compresa quella che l’uomo fosse finito in stato confusionale, forse a causa di un malore, e che stesse vagando nella zona.

A dare l’allarme era stata, martedì pomeriggio poco dopo le 14 la madre, che abita con il figlio nell'abitazione di via Argine Marino 23, ad Argenta (la strada provinciale che collega il capoluogo a Bando). La donna, tornando a casa scopre che il figlio non c’era e che non aveva dormito nell’abitazione. Lascia trascorre qualche ora, lo chiama al telefono ma questi non risponde. Il cellulare, infatti, verrà trovato poi dai carabinieri nel parcheggio del centro commerciale "I Tigli" proprio vicino alla nuova sede della coopcostruttori. La madre, preoccupata della strana assenza del figlio, decide di chiamare i carabinieri di Argenta. Ipotizzando il suicidio o la caduta dentro la Fossa Marina, da quel momento, iniziano le ricerche con i vigili del fuoco di Portomaggiore che, a bordo di un gommone, perlustrano fino oltre mezzanotte, tutto il canale di scolo che scorre davanti alla casa e che costeggia la provinciale per Bando.

Non avendo trovati riscontri, ieri mattina sono riprese le ricerche che sono iniziate proprio dall'abitazione di via Fossa Marina. La casa cioè dove la madre per tanti anni ha fatto la badante ai fratelli Previati, oggi tutti deceduti tranne uno che vive in Romagna. Una casa colonica, compreso il terreno adiacente e tutta l'attrezzatura agricola che è stata donata proprio alla badante.

I carabinieri del nucleo radiomobile di Portomaggiore, con il supporto dei vigili del fuoco, hanno controllato tutta la zona, entrando nei capannoni e guardando fra i mezzi agricoli, nell'ex stalla e anche sul fienile. Ma di Volodymir nessuna traccia. Non potendo poi aprire la porta di casa, a quel punto, è giunta sul posto la mamma dello scomparso, accompagnata dal capitano Uguzzoni. Aperta la porta, gli investigatori hanno avuto la conferma della versione data dalla donna: in casa era tutto in ordine e di Volodymir non c'era alcuna traccia. Ed è stato da quel momento che le forze dell'ordine in collaborazione con la polizia provinciale e con gli agenti della municipale hanno organizzato una vera e propria battuta sul territorio coinvolgendo i coadiutori/cacciatori, le guardie volontarie e quelle ecologiche di Legambiente e di Lida. E anche ex carabinieri. La ricerca a piedi e con i mezzi iniziata da un punto preciso: il parcheggio del centro commerciale I Tigli. Qui, infatti era stato ritrovato il giubbotto del 47enne, con il telefono cellulare lasciato in una tasca. Le ricerche hanno riguardato casolari, fossi, maceri e soprattutto il vicino argine del fiume Reno fino a Boccaleone. Passate le 16, poco prima dell’arrivo del buio, le ricerche sono state sospese, con i carabinieri che hanno comunque continuato le indagini sentendo le testimonianze. Poi, verso le 18, il colpo di scena e il ritrovamento, con l’uomo accompagnato in caserma per capire dove sia stato in questi tre giorni. (g.c.)

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