Europa chiama Ferrara Ecco l’economia circolare
Gestione dei rifiuti, dalle direttive Ue alle calotte sperimentate a Pontelagoscuro A Giurisprudenza un convegno sui doveri e le opportunità del riutilizzo dei beni
L'economia circolare è sempre più al centro dell'interesse di tutti. Il vecchio sistema di economia lineare, basato sul presupposto che i beni seguono un ciclo di vita, che va dall'estrazione di materie prime, alla loro trasformazione in beni finiti, al loro uso da parte del consumatore, per terminare con l'eliminazione dal processo economico e con lo smaltimento del prodotto, non è più sostenibile, perché si basa sul presupposto che le risorse del pianeta siano infinite. Come sappiamo non è così, perciò è necessario passare a un'economia di tipo circolare, in cui il bene, una volta terminato il suo ciclo di vita, venga reintrodotto nel ciclo produttivo. All'interno dell'economia circolare, rientra anche la gestione dei rifiuti, in particolare la raccolta differenziata, che porta a un duplice risparmio: in termini ambientali ma anche economici. La rivoluzione operata a Pontelagoscuro, iniziata lo scorso 7 novembre, con l'introduzione graduale di cassonetti che si aprono con un tessere personalizzate che contano la quantità di rifiuti che ogni famiglia butta nel cassonetto, si inserisce nel contesto dell'economia circolare, e ha lo scopo di arrivare alla tariffa puntuale, un sistema basato sul pagamento effettivo di quanto una famiglia produce in termini di rifiuti. Recentemente, dieci comuni ferraresi sono stati premiati dalla Regione Emilia Romagna con un fondo incentivi di oltre 416mila euro, previsto dalla legge regionale sul Piano Rifiuti.
L'economia circolare è stata al centro ieri di un convegno 'nell’Aula Magna di Giurisprudenza,dal titolo "L'economia circolare: cos'è e a cosa serve. E perché ci riguarda tutti." L'incontro, rivolto principalmente a studenti delle scuole superiori e dell'università, ha avuto l'obiettivo di diffondere presso le giovani generazioni il nuovo tipo di approccio dell'economia circolare, di far conoscere coma l'Ue si occupi del tema ambientale, e dell'importanza di una corretta raccolta differenziata. Sono intervenuti Paolo Borghi, direttore del centro di documentazione e studi sulle comunità europee di Unife, Damiano Zoffoli, europarlamentare, Manuela Rontini, presidente commissione territorio e ambiente e mobilità dell'assemblea legislativa, Giovanni Marin, istituto di ricerca sulla crescita economica sostenibile al CNR. Ha introdotto Barbara Forni,dell'ufficio informazioni a Milano del Parlamento Europeo.
L’Ue si occupa di economia e dal 1992 di di politiche sociali, tutela della salute, diritti dei consumatori, e ambiente. Tutti i trattati europei devono rispettare il principio dell'integrazione dei fini ambientali, «questo disciplina il mercato,che deve sempre avere come primo obiettivo la tutela dell'ambiente»,ha spiegato Borghi. L'economia circolare è un modello di sviluppo nuovo, che riguarda non solo la gestione dei rifiuti, ma anche la mobilità,l'edilizia,il modo di alimentarci. Uno dei problemi maggiori è lo spreco alimentare, se si calcola che ogni anno in Europa si buttano 100 milioni di tonnellate di cibo. "L'obiettivo è ridurre del 50% lo spreco alimentare entro il 2030", ha detto Zoffoli. La legge regionale 5/15 ha l'obiettivo di sostenere l'economia circolare, e la Regione ha l'obiettivo di arrivare al 2020 con la dismissione dei conferimenti dei rifiuti in discarica. La raccolta differenziata in regione tocca il 60,7%,con 403 kg di di rifiuti che vanno nella filiera del riuso. In discarica arriva l'8,5% dei rifiuti,dall'11,1% del 2014. L'obiettivo della regione è raggiungere il 73% della raccolta differenziata entro il 2020, e la provincia di Ferrara si attesta sul 56,1%, ha ricordato Manuela Rontini.
Veronica Capucci
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