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I No Salva Banche: risparmi azzerati, sono tutti coinvolti

Corteo No Salvabanche sullo Scalone
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Corteo No Salvabanche sullo Scalone

Ferrara, una quindicina di manifestanti ha attraversato le strade della città, con cori e slogan davanti al municipio, alle agenzie di Carife e Fondazione, e alla sede del Pd

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FERRARA. Il corteo dei No Salva Banche ha unito oggi la richiesta di restituzione dei risparmi per tutti, sia azionisti che obbligazionisti, alla propaganda referendaria. La manifestazione si è tenuta a pochi giorni dalla ricorrenza del 22 novembre 2015, data in cui i risparmiatori ferraresi si videro espropriati dei loro risparmi. Il corteo, partito da piazza Municipale, ha attraversato le vie del centro, fermandosi ad ogni sede istituzionale, e consegnando una lettera destinata al vertice della sede. Così è stato per esempio in piazza Municipale, dove i manifestanti hanno inserito nella buchetta una lettera per il sindaco, in cima allo Scalone.

A Tagliani, i manifestanti chiedono che intervenga «per fare emergere i risvolti di incostituzionalità delle norme prodotte in questo terribile anno sulle banche in difficoltà, affinché le risorse che saranno recuperate dai debitori arrivino ai veri creditori: i piccoli risparmiatori», si legge nella lettera. Il corteo, assai poco numeroso, composto da una quindicina di persone, si è snodato per le vie del centro a suon di slogan diretti contro politici nazionali e locali.

«Tutti sono coinvolti, magistratura, Tar, Parlamento, finanza, ministeri, ma negano e danno la responsabilità ad altri, ma i risparmi erano nostri e devono tornare a noi», tuona Giovanna Mazzoni. Antonio Alia, di Bologna, prende il microfono per annunciare che «su 4mila risparmiatori, solo una manciata hanno ottenuto un rimborso parziale», aggiungendo che la questura di Ferrara «ci ha dato il permesso per fare il corteo, ma ci hanno detto che non si può fare propaganda per il No al referendum». Divieto poi caduto nel vuoto.

La prima tappa dopo il Municipio è l’agenzia numero 1 della Cassa di Risparmio, dove il direttore aveva concesso un abbassamento del tasso d’interesse per il prestito a Giosué, un anziano risparmiatore vittima anche lui del decreto Salva banche. «Chiediamo che il tasso d’interesse venga azzerato, come loro hanno azzerato i nostri risparmi. Devono venire fuori i responsabili, la banca aveva un CdA che sapeva tutto, già da prima del settembre dell’anno scorso. Hanno azzerato il territorio», afferma Milena Zaggia.

Le altre tappe, sono state la sede della Fondazione Carife, che secondo i manifestanti, «aveva persone nel CdA che conoscevano la situazione, ma non ha mosso un dito per i risparmiatori». A seguire, il dipartimento di economia, davanti al quale i manifestanti se la sono presa con il consulente economico del premier, Luigi Marattin, «personaggi del  genere che hanno sostenuto che noi siamo speculatori, non hanno diritto di cittadinanza nell’università». 

Tra slogan «ladri ladri», «Marattin burattin», «Franceschini usuraio», il corteo ha sostato davanti alla sede della nuova Carife, della Camera di Commercio, per andare in via Frizzi alla sede del Pd, questa volta senza lancio di uova, per finire davanti alla sede arcivescovile.

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