«Solo con il Sì l’Italia uscirà dall’immobilismo»
Ettore Rosato, capogruppo del Pd alla Camera, torna sul suolo ferrarese per sostenere le ragioni del Sì al referendum del 4 dicembre. A settembre era stato ospite della Festa Democratica di...
Ettore Rosato, capogruppo del Pd alla Camera, torna sul suolo ferrarese per sostenere le ragioni del Sì al referendum del 4 dicembre. A settembre era stato ospite della Festa Democratica di Pontelagoscuro; stamattina alle 10.30 sarà invece ad Argenta (Sala Voltini) per partecipare all’incontro “Perché Sì. Una riforma attesa da vent’anni”; Rosato, che sarà intervistato dal direttore della Nuova Ferrara Luca Traini, si è allenato rispondendo al telefono ad alcune domande.
Dai sondaggi il No è davanti al Sì di alcune lunghezze. Lei crede ai sondaggi?
I sondaggi li abbiamo visti all’opera con la Brexit in Gran Bretagna e con Trump negli Stati Uniti. Non mi preoccupo dei sondaggi, giro per l’Italia e mi batterò fino all’ultimo minuto perché prevalga un’idea di cambiamento.
A sinistra del Pd uno dei pochi sostegni è arrivato da Giuliano Pisapia. Sorpreso dalla posizione dell’ex sindaco di Milano?
Pisapia è sempre stato un uomo delle istituzioni, inoltre ha ben chiaro il senso della sfida di questo referendum.
Quale sarebbe?
È la sfida tra la conservazione dell’esistente e un cambiamento su cui si è riflettuto “solo” per 35 anni e che adesso è a portata di mano.
Il dibattito politico però sembra già orientato e imperniato su cosa succederà il giorno dopo del referendum, in particolare se vinceranno i No alla riforma costituzionale.
Io sono impegnato a far vincere il Sì per dare una speranza e un futuro al Paese. L’Italia ha bisogno di una scossa se non vuole morire di immobilismo e non vuole far tornare in gioco chi ne è già uscito per sopraggiunti limiti di età.
In questi giorni si parla agli indecisi. Lei che argomento usa per convincere un incerto a votare Sì.
Il Regno Unito in 70 anni ha avuto 20 governi, la Germania 24, l’Italia ne ha avuti 63, uno ogni 14 mesi. Anche un bar fallirebbe se cambiasse gestione a questi ritmi. E poi abbiamo un parlamento che impiega 800 giorni per approvare definitivamente una legge, cosa che fa arrabbiare la gente. Abbiamo bisogno di maggiore stabilità e di una politica in grado di decidere in tempi ragionevoli. Il Sì favorisce questo necessario cambiamento.
E del Pd che ne sarà il 5 dicembre?
Il Pd ha superato tante prove e supererà anche questa. Questo non è un referendum su un partito nè un referendum su un premier. È un voto su un’idea di Paese, in ballo non c’è il destino del Pd, ma il futuro dell’Italia.(m.p.)
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