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«Aiuti per diminuire l’impatto ambientale»

«Aiuti per diminuire l’impatto ambientale»

Il presidente Guidi a Ecomondo: il settore ha già ridotto gas climateranti e ammoniaca

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Si è appena conclusa la 20ª edizione di “Ecomondo”, la quattro giorni di Rimini interamente dedicata al sistema della green economy. Confagricoltura era presente con un proprio stand e per l'occasione ha organizzato un Convegno dal titolo “Riduzione delle emissioni al 2030, le sfide del settore agricolo e zootecnico”. Obiettivo del convegno fare il punto sulle strategie europee, nazionali e regionali in tema di emissioni che, sia nell'ambito del pacchetto Clima Energia che in quello della Qualità dell'Aria, coinvolgono il settore agricolo e zootecnico. Sono state discusse le proposte elaborate dal gruppo di lavoro di Confagricoltura, al fine di individuare soluzioni e misure che assicurino la sostenibilità economica delle aziende agricole e non comportino costi aggiuntivi significativi per le imprese. Il Presidente di Confagricoltura Mario Guidi, intervenendo al convegno, ha affermato: «L'agricoltura ha già raggiunto, con un anticipo di alcuni anni, gli obiettivi fissati al 2020 per la riduzione dei gas climalteranti (metano e CO2) e ha quasi raggiunto quelli relativi alla diminuzione dell'ammoniaca. Per proseguire in questa direzione occorre prevedere un sostegno adeguato alle imprese, sia in termini di finanziamento delle misure da realizzare (e in tal senso sono troppe le carenze dei Piani di Sviluppo Rurale), sia su informazione, formazione e consulenza. Per quanto riguarda i costi di attuazione delle misure, si potrebbe anche prevedere un meccanismo di incentivazione in base alla percentuale di riduzione delle emissioni». «La ricerca e l'innovazione sono strumenti indispensabili per individuare le migliori soluzioni - ha aggiunto Guidi - soprattutto nelle regioni padane occorre lavorare sui Gruppi operativi (misura 16 dei Psr) per sperimentare le diverse buone pratiche indicate nelle linee guida o individuarne di nuove. Ma soprattutto è indispensabile che l'Unione Europea stabilisca, in modo razionale, i nuovi obiettivi di riduzione delle emissioni al 2030 per l'ammoniaca, dove attualmente il Consiglio e il Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo provvisorio, prevedendo una riduzione del 16%. Invece la proposta europea per l'Italia di diminuire le emissioni dei gas serra rispetto alla media degli anni 2016-2018 appare estremamente penalizzante - ha commentato -. Si chiede uno sforzo suppletivo di riduzione delle emissioni del 33% che non tiene conto dei risultati già raggiunti. Ciò punisce invece di premiare Paesi come l'Italia e produttori come gli allevatori italiani che hanno già posto in essere comportamenti virtuosi (rispetto ad altri Paesi e produttori rimasti inerti), raggiungendo l'obiettivo di diminuzione delle emissioni del 13% al 2020». Guidi ha infine ricordato i risultati dello studio del Crpa (Centro Ricerche Produzioni Animali) sui costi di applicazione delle linee guida relative alla riduzione delle emissioni del bacino padano per quanto riguarda l'ammoniaca. «Occorre puntare soprattutto su soluzioni gestionali e organizzative degli allevamenti, evitando di richiedere interventi strutturali che risulterebbero antieconomici. Fermo restando che le azioni da porre in essere per ottenere la riduzione delle emissioni in agricoltura devono essere sinergiche e coordinate a livello interregionale». (a.t.)

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