LA DOMENICA
Alle urne in Castello
L'editoriale del direttore Luca Traini
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Una bizza del calendario fa dei nessi tra riforma costituzionale e Provincia un groviglio. Il voto per l’ente locale - un’elezione di secondo livello in cui sono chiamati ad esprimersi sindaci e consiglieri comunali - a Ferrara è fissato per il 15 dicembre, dunque dopo il referendum che potrebbe definitivamente cancellare le province, anche dalla Costituzione. Ed è confermato in ogni caso: che vinca il No e che quindi sopravvivano, pur restando svuotate di denari e funzioni, o che con il Sì siano avviate ad una definitiva uscita di scena per la quale servirebbero comunque mesi, se non interamente i due anni di mandato.
In Castello si voterà a risultato costituzionale acquisito. Ma i giochi si fanno ora, in piena campagna elettorale: i termini per presentare le liste scadono giovedì, tra quattro giorni appena, eppure, complice la corsa referendaria che sta assorbendo le energie degli amministratori, quelli “politici” almeno, gli schieramenti non sono ancora definiti.
La formula elettorale che al giro di boa lascia in carica il presidente per rinnovare solo i dodici consiglieri certo non scalda gli animi; anche tra gli uscenti, chi si sta muovendo sembra farlo più per dovere e senso di responsabilità, che per personale determinazione. Non sono quelli i seggi che danno visibilità e vantaggi.
Il centrosinistra rilancia lo schema del 2014: un patto per il territorio oltre gli schieramenti politici, che portò ad una convergenza unitaria con il Fabbri pentastellato di Comacchio (Marco), il Fabbri leghista di Bondeno (Alan), azzurri e civici. Il Pd è pronto a dare nuova linfa al progetto. La Lega difficilmente tenderà la mano: ha nel cassetto una lista propria e le firme a sostegno, ma lavora per superarla nella prospettiva di una coalizione politica di centrodestra. L’idea piace a Fratelli d’Italia, mentre Forza Italia nicchia per la difficoltà che avrebbe a conquistare seggi nella corsa alle preferenze con i due alleati e tentata come è di appoggiare dall’esterno un eventuale raggruppamento civico, la maggiore novità che si prospetta.
Con la vittoria di Fabrizio Toselli a Cento e la rottura fra Marco Fabbri e i Cinque Stelle, rispetto a due anni fa il peso delle amministrazioni non schierate è cresciuto e può essere fatto valere. Fabbri non sarà della partita: non ha interesse per il definitivo passaggio alla Regione delle competenze su pesca e turismo e vuole mantenere le mani libere in vista del voto di primavera. Ma i sindaci di Iolanda, Voghiera, Poggio Renatico, Tresigallo e Cento continuano a valutare l’opportunità. Torneranno a incontrarsi domani. Il tempo stringe, per tutti.
Buona domenica.
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