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Famiglie con lo sfratto l’Unione corre ai ripari

Famiglie con lo sfratto l’Unione corre ai ripari

Copparo, le case di edilizia popolare sono gestite interamente dalla Regione Priorità alle situazioni più difficili. Giannini: «Aumentano i casi di emergenza»

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COPPARO. Nel corso delle scorse settimane è giunta notizia che siano stati annunciati numerosi sfratti a famiglie ospitate nelle case popolari. Sfratti ad Ambrogio e a Sabbioncello San Vittore. In qualche caso si tratta di morosità, ma in altri si fa riferimento ad indicatori legati all’Isee (Indicatore Sociale Economico Equivalente).

In ogni caso, ci sono diverse famiglie che dovranno trovare una nuova sistemazione.

Abbiamo parlato con uno dei capi-famiglia: origine nordafricana, in Italia da anni, con un lavoro regolare. Anche per lui una lettera siglata dall'Unione Terre e Fiumi che gli preannuncia lo sfratto.

«Io ho sempre pagato l'affitto. Qui dicono che non ho presentato l'Isee corretta, e che quindi mi devo cercare un’altra casa».

E comunque sia, trovarne una non è proprio facile.

Abbiamo chiesto all'assessore alle politiche abitative del Comune di Copparo, Marco Mazzali, chiarimenti sulla situazione. Mazzali, disponibile a spiegare, però dirotta ad altre istanze. «Ormai le case di edilizia popolare sono gestite a livello regionale e, da noi, passando per l'Unione. In certi casi molto difficili, magari con famiglie numerose e con molti minori, si può provare a fare qualcosa, ma - dice ancora Mazzali - sarebbe un discorso di pura emergenza. E poi sono cambiati i criteri di ingresso».

Siamo andati, allora, dall'assessore alle politiche abitative dell'Unione Terre e Fiumi, Antonio Giannini, sindaco di Ro: «Sono cambiati, e in modo consistente, i criteri di accesso alle case Erp (Ediliza Residenziale Popolare). Intanto ha una grande importanza l'Isee che diventa una delle caratteristiche principali per l'accesso, e che deve presentare cifre veramente basse. In più, dato che capita sempre più spesso che ci siano situazioni al limite dell'emergenza, da circa sei mesi le indicazioni della Regione portano a scelte legate proprio all'emergenza. Per cui la casa popolare - dice ancora Giannini - viene assegnata nel momento di difficoltà, ma serve a superare quel momento e a rimettersi in grado di andare a vivere in un'abitazione a libero mercato. Quindi una risposta temporanea. Chiaro che in questi casi le morosità, Isee non presentate o altro diventano un punto fermo nel rapporto. Detto questo, noi cerchiamo sempre di dare una risposta puntuale alle domande, ma i casi di emergenza continuano a crescere».

Alessandro Bassi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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