«No a situazioni di monopolio»
Goro, le cooperative La Valle e Coalmo sulle concessioni di pesca nella Sacca
GORO. La situazione della pesca è in continua evoluzione. Ieri sono state due cooperative, "La Valle" di Comacchio e "CO.AL.MO." di Goro, a mettere nero su bianco le loro idee: «Abbiamo preso atto che la Regione è fermamente intenzionata ad emanare un bando ad evidenza pubblica entro la fine dell’anno - scrivono le due cooperative - , ciò di comune accordo con le associazioni della pesca: il timore è che la Regione abbia blindato la propria posizione. E pensare che abbiamo manifestato interesse per essere coinvolti in queste discussioni già nel gennaio del 2013; a nulla è valso neppure richiedere una bozza del citato bando a fine luglio: trascorsi i termini senza aver ottenuto nulla, anche il difensore civico regionale in data 8 novembre, ha archiviato la nostra richiesta, non perché mal presentata, ma per una comunicazione del 4 novembre del Direttore Generale Agricoltura e Pesca della Regione, Mazzotti, il quale certificava al difensore civico che il bando era in fase di redazione e non era stata distribuita alcuna bozza; curioso è che soltanto 3 giorni dopo - sono sempre le 2 cooperative a scrivere - una bozza già assai definita sia stata messa a disposizione delle citate associazioni e ancor di più che lo stesso assessorato regionale avesse fornito ad un consigliere regionale di minoranza che la interrogava per lo stesso motivo a fine settembre, risposta scritta in data 12 ottobre dove le linee guida del bando erano già chiare e delineate. Vorremmo far riflettere sulla portata di questo bando, dato che permetterà di aggiudicare tutte le nursery, unica risorsa per tutte le cooperative concessionarie di Goro e Comacchio per poter portare avanti la propria attività e bene pubblico (Demanio dello Stato): e ciò avverrà ad appannaggio di un unico soggetto, il quale diventerà di fatto monopolista: questo ci sembra in contrasto con le vigenti normative antitrust. Siamo consapevoli che esistono forti spinte e legittime preoccupazioni per uno stato attuale di non-governo delle aree, motivazioni sociali che potrebbero spingere qualcuno ad indulgere rispetto a soluzioni non del tutto inquadrabili nell'ambito del diritto, ma siamo altrettanto certi - concludono le due cooperative - che la soluzione monopolista che ci viene imposta quale unica possibile, oltre a non essere l'unica perseguibile, sia lesiva dei diritti di gran parte dei pescatori».
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