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«Dopo 27 anni continuo a chiedere verità per Denis»

«Dopo 27 anni continuo a chiedere verità per Denis»

Ricordato in Calabria il calciatore di Boccaleone La sorella commossa. Il legale: buon lavoro della procura

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BOCCALEONE. «Sono passati 27 anni dalla morte di mio fratello. Ed è arrivato il momento che cambi l’aria su questa vicenda». Donata Bergamini - sorella di Denis, calciatore del Cosenza morto il 18 novembre 1989 in circostanze mai del tutto chiarite - nei giorni dell’anniversario della morte del fratello era in Calabria. Con lei l’avvocato Fabio Anselmo, il legale che segue la famiglia nella sua continua richiesta di verità. Venerdì per un incontro in procura e sabato per partecipare, a San Giovanni in Fiore (in provincia di Cosenza) a un convegno sul tema «27 anni in attesa di verità e giustizia», organizzato dall’associazione «Verità per Denis» per sollecitare l'accertamento della verità in relazione proprio alla morte del calciatore di Boccaleone.

«Partecipare a quella iniziativa è stato commovente. È stata una giornata stupenda», dice Donata, che insieme alla sua famiglia continua la sua battaglia per avere verità sulla morte del fratello. Una battaglia che ha portato all’attenzione generale le strane circostanze di quello che accadde quel 18 novembre 1989 lungo la statale 106, all'altezza del comune di Roseto Capo Spulico (Cosenza). La morte di Bergamini fu inizialmente archiviata come un suicidio, ma la famiglia del calciatore ha sempre sostenuto che in quella circostanza fosse stato inscenato un incidente stradale per ucciderlo. L’inchiesta fu riaperta nel 2011, poi l’archiviazione alla fine del 2015, ma non per questo, come dimostra l’incontro in procura, l’impegno è diminuito: si punta, anzi, ad un’altra inchiesta. Una battaglia, quella portata avanti dalla famiglia Bergamini, che prosegue dopo 27 anni per avere «verità» sulla morte di Denis e che va avanti col sostegno di numerose persone, tra cui i sostenitori del Cosenza, che non hanno mai dimenticato Denis. Un esempio è stata l’intitolazione, lo scorso anno, di una piazza della città calabrese al calciatore di Boccaleone. Per quanto riguarda l’incontro in procura a Cosenza, poi, l’avvocato Anselmo spiega che «la procura sta svolgendo un buon lavoro e il confronto con il pm è stato un incontro non formale ma di sostanza. Sono fiducioso? Ecco, secondo quella che è una mia valutazione personale, c’è da essere fiduciosi».

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