La madre: «Mia figlia è rimasta incosciente per una notte intera»
«Ho fatto denuncia per aiutare i tanti giovani come lei Ringrazio chi ha fatto le indagini e chi ci ha apprezzato»
FERRARA. «Per una notte intera mia figlia è rimasta incosciente, in ospedale e solo la mattina dopo mi ha riconosciuta. Cosa posso dire? Tra i tanti messaggi e commenti, ne voglio citare uno solo, che mi è arrivato di chi mi diceva “grazie, la città ti deve ringraziare per quello che hai fatto”».
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S. sa di aver fatto una grande cosa, ma ora ne sente addosso il peso, come se fosse responsabile lei, giudicata da tutti, anche offesa in modo gratuito dai webeti di turno (una coda che si allunga sempre più), ma dice, senza tentennamenti «se ho fatto tutto questo, se ho denunciato quello che è accaduto a mia figlia 13enne (18 shottini in poco meno di un’ora, bevuti seduta sullo sgabello davanti al bancone del bar, dunque chi la faceva bere non poteva non sapere, dicono le indagini, ndr), non l’ho fatto solo per lei, ma per tutti i ragazzini come lei». Anche i figli di chi adesso giudica a ruota libera (vedi i post sul nostro profilo Facebook). Parla attraverso il suo avvocato, lo ha fatto ieri pomeriggio nello studio del legale, Maria Cristina Zampollo. Entrambe lanciano questo appello affinchè serva per il futuro a tanti altri madri o padri, che lascino da parte vergogna e sensi di colpa e denuncino chi fa soldi sulla pelle dei bambini (non solo il Lobo Loco di turno). «Io - si limita a sussurrare - sono una donna normale». Come tante che fanno fatica a tirar su i figli (chi li ha, lo sa) e spiega ciò che tanti non sanno: «quella sera di fine settembre, un sabato, era la prima volta che mia figlia beveva». «Erano le 9.30, quando mi chiamarono i suoi amici perchè stava male». Amici, si badi bene, rampolli della Ferrara bene e meno bene, nessuna classe sociale o figli di..., esclusi. «Anche io ero in centro, l’avevo lasciata con i suoi amici», perchè i figli non si tengono al guinzaglio, non si possono sempre controllare. Quindi la chiamata al 118, e la piccola che entra in coma, per una intera notte è incosciente. «Vorrei dire tanto, rispondere a quelli che hanno commentato e giudicato...», ma alla fine non se la sente, evita. La riprende il legale e spiega che «di fronte a questa situazione incresciosa, vogliamo è ringraziare chi ha condotto questa operazione e svolto le indagini». Va oltre il legale: «C’era anche chi mi aveva consigliato di lasciar perdere, invece io e la mia cliente siamo andate avanti, adesso andiamo fino in fondo, non solo per noi, ma per questa città». (d.p.)
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