La Provincia si rinnova Pd: un’ intesa oltre i partiti
È l’auspicio del segretario Vitellio per l’elezione del nuovo consiglio La proposta è di replicare la larga alleanza fra sindaci che si impose due anni fa
È stato il primo ad uscire allo scoperto con una dichiarazione che richiama alla collaborazione politica e al superamento degli steccati tra i partiti. Luigi Vitellio, il segretario provinciale del Pd, auspica che «l’intesa per il rinnovo del consiglio provinciale sia la più ampia possibile, ripetendo l’ottimo risultato di due anni fa quando le esigenze dei cittadini hanno prevalso sui simboli di partito». L’organismo a cui è demandato il coordinamento dell’attività amministrativa dentro i confini della provincia, ente già riformato con la legge Del Rio e indicato tra quelli da abolire nella riforma costituzionale che sarà sottoposta al vaglio del referendum confermativo del prossimo 4 dicembre, è composto da vari organismi che devono essere periodicamente rinnovati: il presidente viene eletto ogni 4 anni mentre il consiglio ha una scadenza dimezzata, ogni due anni. Entro giovedì prossimo si dovranno presentare le candidature, il 15 dicembre si andrà alle urne. A scegliere i nomi sulle schede non sarà l’intero corpo elettorale ferrarese ma solo una parte composta dai sindaci e dai consiglieri dei comuni della provincia (elezione di secondo grado). Ferrara ha dodici consiglieri perché la popolazione residente è compresa nella fascia tra 300mila e 700mila abitanti. Il meccanismo elettorale è simile a quello delle elezioni dirette, si presentano liste elettorali con i nomi dei candidati e sulla base dei consensi acquisiti vengono ripartiti i seggi. Due anni fa si presentarono due liste: “Provincia insieme” e “Gol-Fdi”. La prima era il risultato di un’alleanza elettorale, risultata vincente, che comprendeva esponenti del centrosinistra, del centrodestra (tra cui Fabrizio Toselli), del Movimento 5 Stelle (Marco Fabbri) e della Lega (Alan Fabbri). Nel frattempo Alan Fabbri è andato in Regione, Marco Fabbri è uscito dal M5S e Toselli si è trasferito dal municipio di Sant’Agostino a quello di Cento, dove è stato eletto sindaco nel giugno 2016. Piero Lodi non è più sindaco. Il modello quasi unitario del 2014 forse non potrà essere replicato in concomitanza con un referendum costituzionale che ha creato profonde spaccature tra i partiti; ora si attende la presentazione delle liste. Vitellio intanto lancia un messaggio anti-polverizzazione: «Spero che un’elezione di secondo livello non venga trasformata in un’occasione per misurare i rapporti di forza all’interno degli schieramenti. Facciamo qualcosa di utile per i nostri cittadini».
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