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Berco, i sindacati all’esame dei lavoratori

di Maurizio Barbieri
Berco, i sindacati all’esame dei lavoratori

Copparo, oggi le assemblee in fabbrica per illustrare lo stato delle trattative Esternalizzazioni, incentivi e ammortizzatori sociali i punti più intricati

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COPPARO. Oggi i sindacati illustreranno i lavoratori l’esito degli incontri fino ad ora avuti con la dirigenza della Berco. Sul tappeto i nodi riguardanti temi scottanti quali la logistica e gli ammortizzatori sociali. Le organizzazioni sindacali hanno chiesto di affrontare il tema della flessibilità negli ambiti sanciti dal contratto collettivo nazionale di lavoro per recuperare un'ottantina di unità e nel contempo poter evitare l'esternalizzazione, una richiesta che l’azienda si è riservata di valutare e sulla quale potrebbe fornire una risposta durante il prossimo incontro già calendarizzato per martedì 29 novembre alle 10 ad Unindustria. Sulla logistica l'azienda ha compiuto un passo indietro non garantendo l'occupazione per tutti. Anche sugli ammortizzatori sociali Berco ha opposto un secco rifiuto sui contratti di solidarietà mentre ha manifestato segnali di apertura sulla cassa integrazione guadagni straordinaria per un massimo di 12 mesi rispetto ai 7 proposti nell'incontro precedente. Si parlerà anche di buonuscite incentivate solo per il personale dichiarato in esubero, con l'azienda che ha portato da 18 a 20 mensilità (il beneficio economico dovrebbe aggirarsi sui 35 mila euro lordi), i sindacati chiedono però uno sforzo ben più consistente all'azienda per poter arrivare il più possibile vicino agli importi del 2013 ovvero 60 mila euro lordi. Sulla riduzione generale del numero degli esuberi Berco ha dichiara che nelle migliori delle ipotesi si ridurrebbero da 365 (331 per Copparo e 34 per Castelfranco Veneto) a 260, tale riduzione rimane per i sindacati insufficente. La riqualificazione del personale dichiarato in esubero non è garantita. Un argomento caldo è quello delle esternalizzazioni. Alberto Finessi, coordinatore nazionale del settore siderurgia della Fismic è stato chiarissimo: «non se ne parla nemmeno. Questo è un punto fermo per noi indipendentemente da quello che faranno le altre sigle sindacali». Anche Cgil, Cisl e Uil si sono dichiarati contrari alle esternalizzazioni ma di fronte all’ot out dell’azienda che da tempo ha manifestato l’intenzione di procedere ad esternalizzare logistica, magazzino, spedizioni e portineria come si comporteranno? L’obiettivo è quello di salvare il numero maggiore di posti di lavoro, avere ammortizzatori sociali di maggior durata, incentivi all’esodo più sostanziosi di quelli proposti ma in una trattativa qualcosa si deve cedere e qualche terzializzazione alla fine potrebbe avere il placet sindacale per poter firmare un accordo e salvare il più possibile i posti di lavoro.

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