E adesso le indagini: caccia all’anonimo che ha pubblicato il post sul social Ask
E adesso le indagini sul profilo di Maria su Ask.fm, il social che ha scalzato Facebook tra gli adolescenti, tra i 12 e i 15 anni, da loro più usato e abusato. Dopo le minacce registrate domenica...
E adesso le indagini sul profilo di Maria su Ask.fm, il social che ha scalzato Facebook tra gli adolescenti, tra i 12 e i 15 anni, da loro più usato e abusato.
Dopo le minacce registrate domenica scorsa, ieri pomeriggio il legale della famiglia della ragazzina ha annunciato la denuncia contro ignoti per minacce (verrà comunque formalizzata materialmente questa mattina), per quella frase che vuole essere una ritorsione contro la denuncia che di fatto ha portato la chiusura chiudere il Lobo Loco. Il legale, l’avvocato Maria Cristins Zampollo, ha incontrato gli ispettori della Polizia amministrativa ai quali ha annunciato il prossimo atto: «Non si può certo lasciar correre un fatto così grave», ha spiegato il legale alla Nuova. Sono gli stessi ispettori che hanno svolto gli accertamenti per la chiusura del locale, e che delegheranno nei prossimi giorni gli accertamenti tecnici ai colleghi della Polizia delle comunicazioni per risalire all’anonimo che ha scritto quelle parole. Tutto verrà però filtrato dalla procura dei minorenni, essendo la vittima una ragazzina di 13 anni e sicuramente altrettanto gli autori della frase minatoria. Frase che si somma a tanti altri interventi su Ask o sui sociale di questi giorni, non così gravi, commentando la notizia del locale chiuso: la colpa di tutto, secondo tanti, soprattutto ragazzini, era di lei, di Maria che con il suo comportamento aveva fatto chiudere il locale diventato il rifugio di tutti i ragazzini di Ferrara. Dove si poteva bere a basso prezzo, senza controlli, fino ad andare in coma. E adesso, dunque, oltre le indagini sul locale che continuano per accertare se il caso della ragazzina non sia isolato (quella sera altri ragazzini sono stati male ma non è emerso nelle indagini), ora gli ispettori dovranno accertare chi ha scritto le minacce. Dal punto di vista tecnico - secondo la prassi - risalire ad un anonimo su Ask è più facile che per altri social: lo si può fare attraverso l’indirizzo IP, che porta ad identificare senza possibilità di errore chi ha postato un messaggio offensivo. Ma occorre innescare la procedura giudiziaria e interpellare il server del social.
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